22 settembre 2015

La fatica delle biblioteche

A gennaio 2015 un avviso alla Biblioteca Nazionale di Firenze informava gli utenti che a causa della “cessazione del determinante contributo dei giovani del Servizio Civile Regionale”, e nell’attesa dell’arrivo dei nuovi tirocinanti, sarebbe stata sospesa la distribuzione pomeridiana dei libri: poche righe sconcertanti, ma straordinariamente emblematiche della precarietà organizzativa della più importante biblioteca italiana. L’esiguità dell’organico, debolezza costante in tutte le istituzioni archivistico-bibliotecarie, si traduce immediatamente in disagio per i frequentatori e di fatto in una pesante riduzione dell’accesso al patrimonio custodito. Alla Nazionale di Firenze arrivano ogni giorno per diritti di stampa 400 nuovi libri da catalogare, e si devono gestire sei milioni di libri, 25.000 manoscritti, 3700 incunabuli, più di due milioni e mezzo di opuscoli: una mole di lavoro che i 180 dipendenti (erano 400 vent’anni fa) non possono fronteggiare. Ma che non si può nemmeno pensare di affidare al volontariato e alle ondeggianti disponibilità di personale temporaneo. I confronti numerici con istituzioni equivalenti all’estero è impietoso: la Bibliothèque Nationale de France può disporre di 1400 addetti, per 14 milioni di libri, periodici e manoscritti.

E i nuovi volumi non basta catalogarli: se non ci sono magazzini adeguati rimangono accatastati in attesa di destinazione e sono di fatto inconsultabili, mentre la digitalizzazione e in generale lo sviluppo dei servizi informatici procede a rilento. Capita anche che le sale di consultazione siano gelide e facciano ‘fuggire’ gli utenti in inverno; capita anche che in alcune occasioni non si possano fare fotocopie perché il servizio è esternalizzato e il concessionario non ha ricevuto il rinnovo del contratto. Una situazione di disagio generale - condivisa con diverse accentuazioni anche dalle biblioteche diffuse sul territorio – che ha indotto i presidenti delle associazioni degli storici italiani a inviare, nel dicembre 2014, una lettera aperta al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, elencando i principali problemi e lamentando soprattutto “l’assenza di un complessivo investimento a lungo termine, in termini di memoria e di ‘identità nazionale’, che la tutela del patrimonio archivistico e bibliotecario sottende”. Il 2015, nelle intenzioni del ministro Franceschini sarebbe dovuto essere un anno particolarmente dedicato alle biblioteche; a dicembre si potranno tirare le somme.

 


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