18 dicembre 2017

La letteratura contemporanea dell’Iran, nella Nuvola

La letteratura contemporanea restituisce un’immagine che dell’Iran non ti aspetti. Lasciate da parte le favolose notti d’Oriente, il deserto, i meravigliosi monumenti dell’antichità, ti trovi a osservare un Paese inaspettatamente moderno, scrittori che affrontano temi non dissimili da quelli trattati dai loro colleghi in Italia e in Europa. Piani diversi che s’intersecano: psicologia, tempo, memoria; assenza, presenza; guerra, emigrazione, ritorno. La memoria viva di un Paese che nell’ultimo secolo ha attraversato due rivoluzioni, ha visto abortire la speranza democratica affondata in un golpe eterodiretto, Mohammed Mossadeq ha dovuto lasciare la guida dello Stato, cedendo alle pressioni delle grandi multinazionali del petrolio. Un Paese che ha subito una guerra non voluta, nella quale ha visto morire una generazione al fronte in un susseguirsi di trincee, assalti, attacchi con i gas, massacri, un dramma i cui tratti ricordano la Grande guerra che ha funestato l’Europa nella prima metà del XX secolo, un bagno di sangue da cui si è rialzato proseguendo un cammino pieno di contraddizioni, ma non privo di tratti democratici e di modernità inaspettata. Tutto questo emerge dall’opera di quattro scrittrici persiane che un editore coraggioso, Francesco Brioschi, ha presentato a Più libri Più liberi, fiera della piccola e media editoria che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi.

La scelta di Sudabeh, scritto da Fattaneh Haj Seyed Javadi, traccia la storia di un amore infelice nato nei giorni che seguono la rivoluzione. Le stanze della soffitta di Tahereh Alavi narra l’esperienza a Parigi di una giovane iraniana, i suoi sogni e la dura realtà della sua vita quotidiana. Più simili gli altri due romanzi A Tehran le lumache fanno rumore di Zahra ‘Abdi e I giorni che non ho vissuto di Leyla Qasemi. Entrambi ambientati nella caotica Teheran di oggi, giocano con i temi della memoria della guerra traendo spunto dall’assenza dell’uomo che ha profondamente segnato la vita delle protagoniste. Nel libro di Leyla Qasemi quest’uomo sta per tornare da un lungo periodo all’estero e tutto il racconto è giocato sul confronto tra madre e antica amica tra le quali molto resta da chiarire. Più complesso e raffinato A Tehran anche le lumache fanno rumore, nel quale tre donne ricordano ognuna in modo diverso Khosrou, martire in guerra. La madre ne eterna la memoria nella sua antica stanza trasformata in tempio della memoria; l’antica innamorata, Afsun, pur nel successo, vive nel ricordo dell’unico uomo che abbia veramente amato; la sorella Shirin si costruisce un mondo di sogno da cui pare risvegliata da un amore fantastico e controverso.

Questi temi e altri ancora sono stati affrontati in un incontro che ha visto protagoniste la traduttrice Anna Vanzan, specialista di letteratura femminile e anima della collana, e la storica Farian Sabahi. Insieme hanno illustrato l’Iran contemporaneo visto attraverso gli occhi della letteratura e della cultura, in un approccio che ricorda quello usato dal grande storico Hamid Dabashi della Columbia University, trattando anche temi di interesse per la regione nel suo insieme, dalle radici del confronto e scontro tra Iran e mondo arabo alla crisi dello Yemen, dalla nascita della Shi’a al complesso universo dell’islam iranico e turco, che si estende dal Mediterraneo alle steppe dell’Asia Centrale.  La letteratura contemporanea iraniana e di altri Stati islamici ci mostra quanto gli abitanti di questi Paesi ci conoscano e siano a loro agio con la nostra cultura, che hanno fatto propria e trasformato in un connubio originale. Al contrario noi conosciamo troppo poco della loro cultura, della loro storia e della loro contemporaneità, un’ignoranza che ci impedisce di comprenderli a fondo, condannandoci a giocare una partita di rimessa. Il successo di pubblico de La scelta di Sudabeh, andato esaurito e già pronto per la seconda ristampa, e degli altri volumi pubblicati da Francesco Brioschi dimostra che i lettori italiani sono attenti a quanto succede nelle aree del mondo islamico e interessati a conoscere meglio le molteplici culture che si celano sono questa generica etichetta. Molta della letteratura superficialmente spacciata come “iraniana” nel nostro mercato editoriale è in realtà scritta da persiani che hanno lasciato il loro Paese da anni, risiedendo stabilmente in Occidente e che spesso hanno motivi di rancore nei confronti della Repubblica islamica. I libri qui presentati sono al contrario scritti da autori immersi nella realtà dell’Iran di oggi e per questo ci restituiscono un’immagine fresca, provocante e potente di questo complesso Paese, rispondendo così all’esigenza di conoscere la realtà odierna non cadendo nei consueti cliché. Questo è reso possibile dall’ottima qualità delle traduzioni, da un’oculata selezione editoriale e dalla profonda conoscenza del contesto culturale iraniano da parte di quanti hanno curato e voluto questa collana.


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