02 ottobre 2017

La modernità di Mario Soldati

Mario Soldati regista, scrittore, divulgatore. Cosa è stato Soldati e cosa rappresenta oggi? Gli italiani sono specialisti nella dimenticanza, e così simili figure restano emarginate per lungo tempo dalla memoria collettiva. E invece leggere e rileggere Soldati aiuterebbe a migliorare la nostra società e anche il nostro modo di usare il linguaggio. Ogni sua azione è stata incentrata sulla completezza delle informazioni. Didascalico e attento al dettaglio in ogni campo è divenuto un’eccellenza per la sua capacità di indagare gli aspetti più reconditi.

Vino al vino rappresenta un particolare Viaggio in Italia ed è uno dei primi libri da riscoprire per una serie di peculiarità esclusivamente soldatiane. Anzitutto, il volume anticipa, con la consueta lungimiranza dell’autore, i racconti sugli itinerari del gusto, ma lo stile è decisamente unico poiché vi sono delle “scene” già pronte per una versione cinematografica. Soldati scrive e filma allo stesso tempo e i suoi incontri sono degni di una letteratura in movimento, con dialoghi che sembrano usciti da una fantasia travestita da realtà.

Non un atlante immaginario ma mappa concreta, tangibile di geografie umane e territoriali. Attraverso il vino conosciamo paesaggi, luoghi e costumi. E in questo siamo debitori di Soldati perché il filo conduttore conquista il lettore, facendo attenzione a non farlo distrarre con inutili rivoli nella scrittura. Avvincente, arguto e ironico, l’autore sceglie una lingua nobile per descrivere anche le cose più semplici. Una terminologia da riscoprire per ristabilire l’eleganza dell’eloquio.

La messa dei villeggianti è un’altra fonte da riscoprire; qui Soldati appunta, annota, sogna e agisce. Ci sono in questo libro elementi umani che rendono l’autore sensibile alle cose che sfuggono. Sono pagine imperdibili, quasi un breviario per comprendere la bellezza della vita e dei comportamenti. Un viaggio di Soldati all’interno delle sue riflessioni trasmesse ad alta voce. La bellezza di Torino o di altre province con un calore che si avverte tra le righe. Ed ecco un ristorante particolare dove bere un buon vino, assaggiando un piatto tipico. E che cos’è un piatto tipico se non il senso di un luogo. Non solo la fretta di vedere molte cose insieme “tipica” del turismo mordi e fuggi di oggi, ma la cura nel gustare i sapori e nel capire da dove proviene quel gusto così particolare. Soldati sa bene che quel piatto o quella bottiglia sono la storia locale. Ci sono terreni, alberi, frutti e mani sapienti dietro e dentro queste “opere d’arte”. Proprio così, perché per Soldati, senza ricorrere a facili citazioni, l’enogastronomia è uno dei modi privilegiati per accedere alla conoscenza territoriale, soprattutto quella che permette di venire a conoscenza della natura e della natura dei prodotti. E poi il contatto umano fondamentale per ascoltare le esperienze. Soldati osserva, raccoglie e custodisce.

La sua formazione multiculturale comprende anche il mondo dell’arte a partire dalla sua tesi sul pittore Boccaccio Boccaccino. Come non pensare all’incontro con Giorgione descritto con notevole impatto emozionale tra le pagine de Lo specchio inclinato? Ci sarebbe tanto da dire su questa straordinaria figura nata in Piemonte e scomparsa in Liguria. Un piccolo mondo antico da ritrovare, in un grande personaggio moderno, per il valore immenso della sua testimonianza, valida oggi e domani, di cui sentiamo tutta la necessità.

 


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