13 maggio 2013

La pianta-lampione tra innovazione e polemiche

Un gruppo composto da appassionati di biotecnologie e imprenditori potrebbe presto dar vita a un nuovo, rivoluzionario significato dell’espressione ‘luce naturale’.   Il progetto collettivo, nato sul sito web Kickstarter (che in sole due settimane ha raccolto più di 250.000 dollari provenienti da circa 4.500 donatori), prevede la creazione di una nuova generazione di piante ‘luminescenti’, ovvero capaci di generare luce proprio come una lampadina e in grado di fornire un’alternativa veramente ‘verde’ alle canoniche forme di energia. Il progetto si avvale di una sofisticata forma di ingegneria genetica, chiamata biologia sintetica, che ha attirato l’attenzione delle autorità non solo per i suoi scopi audaci, ma anche per i potenziali rischi legati a un’iniziativa di questo genere. La ricerca sulle piante luminose, infatti, non è il frutto di uno studio guidato da una corporazione, una società o un laboratorio accademico, ma si compone di un crescente numero di appassionati di bioingegneria disseminati in tutto il mondo, che mettono in comune i propri risultati condividendoli con gli altri ‘colleghi’. La missione del sito Kickstarter è infatti quella di ‘ispirare gli altri a creare nuove forme di vita’, e non sono poche le organizzazioni (da Friends of the Earth all’ETC Group) che si sono rivolte allo United States Department of Agriculture (l’organizzazione che regola l’utilizzo degli OGM) nel tentativo di porre fine alle sperimentazioni. Oltre all’indiscutibile rischio rappresentato da ogni incauto ‘scienziato’ che voglia cimentarsi con la creazione di organismi geneticamente modificati (magari nel suo piccolo laboratorio allestito in garage), i dubbi legati a questo tipo di sperimentazione sono innanzitutto di natura etica: ovvero il diritto dell’uomo a intervenire sui delicati meccanismi della natura, con il rischio di intaccare un equilibrio dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza.  


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