17 luglio 2019

Addio, maestro Camilleri

«Io e la morte ci rispettiamo. Accogliere la morte come un atto dovuto è saggezza. Accogliere la morte con paura, con spavento, ritrosia?... ma è inevitabile. Sei già morto all’atto stesso della tua nascita». Così rispondeva con dignitosa pacatezza Andrea Camilleri in un’intervista a chi gli chiedeva che rapporto avesse con la morte.

Lo scrittore e intellettuale siciliano è morto poco dopo le otto del mattino di mercoledì 17 luglio all’Ospedale di Santo Spirito a Roma, dove era stato ricoverato esattamente un mese prima in seguito ad un arresto cardiaco. Dal ricovero le sue condizioni erano andate peggiorando fino alla crisi delle ultime ore. Nato il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, aveva dunque 93 anni; lascia la moglie e tre figlie. Scrittore prolifico ed estremamente popolare, anche per le trasposizioni televisive dei suoi romanzi, è stato caratterizzato da un’originale fusione di dialetto siciliano e di italiano, che è diventata la cifra linguistica distintiva della sua prosa narrativa e che ne ha fatto un autore di prodotti originali e di qualità, ma al tempo stesso accessibili a tutti. Per molti anni Andrea Camilleri si è dedicato soprattutto al lavoro di regista e sceneggiatore televisivo e soltanto in età matura, ha ripreso la sua passione giovanile per la scrittura, esordendo nel 1978, con Il corso delle cose.  Dopo i primi romanzi, che spesso rielaboravano narrativamente episodi reali della storia siciliana, Camilleri nel 1994, con La forma dell’acqua, ha inaugurato la fortunata serie di romanzi e di racconti basati su un personaggio principale e su una stabile ambientazione: il commissario di polizia Salvo Montalbano e l’immaginaria cittadina di Vigàta, con tutto il suo contorno di personaggi e situazioni. Il commissario Montalbano risolve intricati casi polizieschi, con un profondo e sincero amore per la giustizia che lo porta spesso a comportamenti difformi dai regolamenti e dalle convenzioni. La serie è continuata con Il cane di terracotta (1996) e con tanti romanzi che si sono succeduti con cadenza regolare fino all’ultimo uscito nel 2019, sempre per Sellerio, Il cuoco dellAlcyon, che è stato tradotto in trentuno lingue e diffuso in ventotto Paesi, ventisettesimo romanzo del ciclo ‘vigatese’, che è alla base dello straordinario successo della serie televisiva, articolata in trentaquattro episodi interpretati da Luca Zingaretti, nei panni del commissario Montalbano, e diretti da Alberto Sironi.

Camilleri, soprattutto negli ultimi anni, si era caratterizzato sempre di più anche per il suo impegno civile, soprattutto a difesa della legalità in contrasto con l’influenza della corruzione e del crimine organizzato nella vita politica. Si era espresso, sempre con la sua caratteristica ironia e con pacata fermezza, sulla questione del rispetto dei diritti umani delle persone migranti e sui rischi di una deriva populista e autoritaria. Le sue prese di posizione e il suo lavoro autorevole come intellettuale capace di farsi comprendere da un pubblico ampio, hanno portato Andrea Camilleri a divenire un importante punto di riferimento per l’opinione pubblica, anche al di là dei grandi riconoscimenti ottenuti per la sua opera come scrittore.

 
Immagine: Andrea Camilleri (2 maggio 2010). Crediti: Associazione Amici di Piero Chiara [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com

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