19 dicembre 2017

La storia millenaria degli Ebrei italiani

Il complesso di via Piangipane a Ferrara ha ospitato dal 1912, anno della sua costruzione, al 1992 le carceri cittadine: un luogo di segregazione e di separazione dunque, aspetti che hanno purtroppo assai spesso segnato la storia degli Ebrei, in Italia e non solo. Che questo spazio sia stato riqualificato e convertito in luogo di inclusione e condivisione e designato a ospitare il Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah (MEIS) acquisisce perciò una valenza simbolica e una forza propulsiva e programmatica particolarmente significative.

Nato sulla carta nel 2003 e finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), il museo sarà completato entro il 2020 con l’aggiunta di 5 nuovi edifici (un riferimento ai 5 libri della Torah) che ospiteranno biblioteca, archivio, auditorium, caffetteria e shop. Ma il MEIS appena inaugurato è già una presenza forte a Ferrara, città storicamente aperta e accogliente verso gli Ebrei, che vi si sono spesso rifugiati nel corso dei secoli, quando altre città e altri governi li cacciavano; ed è pronto ad accogliere anche i visitatori con lo spettacolo multimediale Con gli occhi degli Ebrei italiani, un viaggio esperienziale di 24 minuti tra i pregiudizi, le discriminazioni, le professioni che era loro consentito esercitare, i grandi spostamenti del popolo ebraico, il rapporto controverso con la Chiesa cattolica, gli scambi fecondi, i momenti tragici. Un modo per orientare e incuriosire, soprattutto i più giovani, e anche per sottolineare che quando si parla di ebraismo c’è molto di più della shoah di cui parlare: accanto a questa pagina nera della Storia, della cui memoria il MEIS si propone certamente come custode e testimone, possiamo sfogliare però anche pagine ricche di relazioni proficue e di apporti significativi.

La mostra Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni – prima tappa di un percorso più articolato, e destinata a diventare un’esposizione permanente – ci conduce proprio a riscoprire (o forse per molti a scoprire per la prima volta) quanta cultura ebraica, quanti personaggi popolano la storia italiana, e quanto significativo è stato il contributo di questo gruppo numericamente minoritario nel corso del tempo. Attraverso oltre 200 oggetti provenienti da diversi musei nel mondo – manoscritti, incunaboli, epigrafi di età romana e medievale, anelli, sigilli, monete, amuleti – si raccontano la presenza degli Ebrei nella penisola, dall’epoca romana al Medioevo, identificando i percorsi della diaspora del popolo ebraico e le vie degli insediamenti, iniziati al Sud, la peculiare identità legata al contesto sviluppata nel tempo, i personaggi (tra i quali molte donne) e le esperienze che sono stati parte integrante della storia e dello sviluppo culturale della penisola.


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