24 febbraio 2017

La via Francigena si candida a divenire patrimonio dell’Unesco

A Firenze il 10 febbraio scorso gli assessori alla cultura delle sette regioni (Val d’Aosta, Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana) toccate dal millenario cammino si sono incontrati per redigere un protocollo per chiedere che la via Francigena venga riconosciuta come patrimonio Unesco da tutelare. Si incontreranno nuovamente a San Miniato il 4 marzo prossimo, nell’ambito della due giorni su La Francigena e i cammini. L’impronta sostenibile della Toscana , per firmare il documento d’intesa.

L’intento è, da un lato, di promuovere, anche dal punto di vista turistico, una serie di luoghi meno conosciuti che si possono incontrare lungo la strada: borghi medievali, chiese, abbazie o “mansiones”. Quest’ultime sono delle stazioni di posta sorte durante l’antichità romana, dove i viandanti potevano riposarsi e rifocillarsi e che ancora oggi si possono riconoscere lungo il tracciato delle antiche vie. Dall’altro di riportare in auge la via Francigena che per secoli ha collegato Canterbury, in Inghilterra, a Roma, il centro della Cristianità, e che nei secoli è stata progressivamente abbandonata. Questa via, infatti, rappresentava lo snodo principale di una vasta rete di strade che si irradiavano toccando buona parte delle regioni europee e collegava i tre luoghi santi della Cristianità: Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela.

Negli ultimi anni, in un mondo tormentato da drammatiche crisi internazionali e da forti tensioni sociali, in molti hanno riscoperto il valore del cammino, come momento di riflessione e di pacificazione oltre che per motivi spirituali, così che un gran numero di persone ha ripreso a percorrere queste antiche vie, immerse nella religiosità di un tempo, nella storia e nella bellezza della natura. Riscoprire questi antichi percorsi, e la Francigena in particolare, rappresenta anche, come ha spiegato il celebre studioso del Medioevo Jacques Le Goff, un impegno a riflettere sul bisogno di una cultura europea unitaria, sull’esistenza di una lunga e lenta storia, caratterizzata da fitti scambi commerciali e culturali da una parte e dal sentimento religioso dall’altra, che ha accomunato popoli anche diversi ma profondamente legati tra loro.

 


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