08 luglio 2013

Laser contro la malaria

La lotta alla malaria potrebbe avvantaggiarsi di un principio scoperto da Alexander Graham Bell quasi 150 anni fa. Un team di fisici e studiosi del suono, coordinati da Michael Kolios della Ryerson University in Toronto (Canada), ha sviluppato un dispositivo in grado di ‘leggere’ il suono prodotto dai singoli globuli rossi, riuscendo in questo modo a diagnosticare eventuali infezioni del sangue o disturbi del sistema cardiovascolare. Il dispositivo si basa su un principio fisico scoperto da Bell nel 1880, chiamato ‘effetto fotoacustico’: Bell aveva infatti dimostrato che quando un qualsiasi oggetto assorbe la luce emessa a intermittenza da una fonte luminosa, il materiale di cui è composto produce delle onde sonore. Tali onde sonore sono il risultato del ‘surriscaldamento’ dell’oggetto esposto alla luce, il quale, assorbendo calore, tende a modificare la sua forma di partenza, producendo al contempo onde sonore che sono lo specchio della trasformazione in atto. Sfruttando questo principio, il sistema inventato dai ricercatori della Ryerson University utilizza i moderni laser per indurre l’effetto fotoacustico nelle cellule del sangue umano: considerato che i più avanzati tra i laser sono in grado di emettere impulsi intervallati da pochissimi nanosecondi, è capace di generare onde sonore ad altissima frequenza nelle cellule o nei tessuti biologici esposti alla luce. Maggiore il numero di oscillazioni, più numerose e dettagliate le informazioni sulla forma e la dimensione delle cellule analizzate. Partendo da questi dati si possono analizzare eventuali malformazioni dei globuli rossi, risalendo alle quali gli scienziati sono in grado di riconoscere o monitorare l’andamento di infezioni e malattie cardiovascolari. La speranza degli scienziati è di estendere questa tecnica, che non richiede una procedura particolarmente invasiva, alla ricerca di cellule tumorali, ampliando il raggio d’azione del laser fino a permettergli di diagnosticare un numero sempre più elevato di malattie.

 


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