12 maggio 2014

Le molte vite di Tina Modotti

Attrice a Hollywood accanto a Rodolfo Valentino, modella scandalosa di Edward Weston, fotografa lei stessa anche se non voleva che si definissero arte le sue immagini ma “oneste fotografie”; compagna e amica di artisti, accanto a Diego Rivera e Frida Kahlo in Messico, comunista convinta e appassionata; bellissima, anticonvenzionale, femminista ante litteram. Impossibile trovare una definizione che possa racchiudere l’essenza di una donna straordinaria ed eclettica che, partita da Udine, appena diciassettenne, nel 1913, ha attraversato il mondo, l’impegno politico, l’arte e la passione amorosa con coraggio e fuori dagli schemi. Forse meglio delle parole, per certi versi ormai abusate e sempre parziali, possono raccontare chi era Tina Modotti le fotografie esposte nella mostra Perché non muore il fuoco, che Palazzo Madama a Torino le dedica fino al 5 ottobre. Davanti all’obiettivo Tina si mostra senza timore nei nudi, che destarono all’epoca un certo scalpore, ma anche in intensi ritratti e, femme fatale, nei panni dell’attrice; ma con disinvoltura passa dall’altra parte dell’obiettivo, e qui emerge con più forza e con più sfaccettature l’artista e la donna. Dalle prime prove – nature morte, oggetti – di quando cominciava ad apprendere i rudimenti della fotografia da Edward Weston, con cui ebbe una appassionata relazione, alle immagini scattate in Messico, i ritratti intensi delle donne di Tehuantepec, la vita quotidiana, ma anche le rivolte, le manifestazioni, il lavoro, fino alle ultime foto scattate a Berlino. Un’analisi sociale per immagini condotta con sensibilità, delicatezza e sapienza nell’inquadratura.


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