30 ottobre 2012

Le statue dell'Isola di Pasqua camminano

Le gigantesche statue di pietra dell’Isola di Pasqua erano in grado di camminare. È questa la controversa affermazione di un gruppo di archeologi, che per supportare la loro teoria hanno replicato l’impresa utilizzando un modello di 4,4 tonnellate, in tutto simile per forma e dimensioni alle immani sculture chiamate moai. L’Isola di Pasqua accoglie quasi 1.000 statue, la più grande delle quali pesa 74 tonnellate per un’altezza di 10 metri. Molte informazioni sulla natura di questi megaliti sono ancora avvolte nel mistero, e uno degli enigmi più complessi riguarda proprio il metodo utilizzato per trasportare queste mastodontiche sculture dalle miniere di pietra dove erano state ricavate, in alcuni casi lontane diversi chilometri. Gli archeologi hanno inizialmente ipotizzato che i polinesiani, stabilitisi sull’Isola di Pasqua circa 800 anni fa, riuscivano a trasportare i moai adagiandoli in terra per poi farli rotolare. “È una buona teoria che però la documentazione archeologica in realtà non supporta”, afferma Carl Lipo, archeologo della California State University di Long Beach, che insieme al suo team ha dimostrato invece che i moai venivano spostati facendoli ‘barcollare’ prima su un lato e poi sull’altro, come si potrebbe spostare, per esempio, un frigorifero.   Alcuni moai sono situati su piedistalli di pietra, altri giacciono in forme incomplete lungo le strade, ma tutti presentano una forma che si sbilancia pesantemente in avanti e che non si presta al trasporto orizzontale.   Con l'aiuto di una società di costruzione navale, gli archeologi hanno costruito un modello di statua e hanno cominciato a interrogarsi sul metodo più adatto a trasportarlo. Dopo alcuni giorni difficili è arrivata la soluzione. Poggiando la statua su alcuni supporti, e legandola con tre corde di canapa – una nella parte posteriore del moai, per evitare che potesse sbilanciarsi in avanti, le altre due ai lati – una squadra composta da 18 persone è riuscita a fare letteralmente ‘camminare’ l’enorme scultura. Una fatica non da poco, visto che per percorrere soltanto 100 metri c’è voluta ben un’ora di tempo.


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