04 febbraio 2015

Le zanzare della discordia

Negli Stati Uniti, una petizione pubblica (che ha raggiunto più 130.000 firme) arriva a opporsi al progetto del Florida Keys Mosquito Control District di “liberare” milioni di zanzare geneticamente modificate con il virus Herpes Simplex (HSV) e il batterio E. coli: esemplari che, secondo gli scienziati, potrebbero rivelarsi fondamentali per sfoltire sensibilmente la popolazione di zanzare selvatiche portatrici di due pericolose malattie tropicali, dengue e chikunguya.

Ma l’impiego di organismi geneticamente modificati a ridosso di una zona residenziale ha sollevato parecchie perplessità e critiche, e sono diverse le associazioni che si sono rivolte alla Food and Drugs Administration affinché ritiri la sua autorizzazione all’esperimento. Come conseguenza del cambiamento climatico e dell’innalzamento della temperatura globale, negli ultimi anni la Florida ha acquisito tutte le caratteristiche ideali per favorire la diffusione della Aedes aegypti . Questi piccoli insetti, originari dell’Africa, soltanto lo scorso anno sono stati responsabili di decine di casi di contagio. Per il Florida Keys Mosquito Control District, si tratta di un campanello d’allarme che non può essere ignorato: in tutto il mondo ogni anno si contano circa 50 milioni di casi di dengue, con un tasso di mortalità superiore al 2%, mentre la chikungunya sta diventando un problema sempre più avvertito nell’area caraibica, dove soltanto lo scorso anno si è verificato un milione di contagi. Nasce così l’idea di diffondere nell’ambiente una versione di zanzara maschio geneticamente modificata: lo scopo è quello di far sì che gli esemplari creati da Oxitec (compagnia britannica specializzata in bioingegneria) entrino in contatto con il maggior numero di zanzare selvatiche femmina, in quanto le larve nate da questo accoppiamento sono destinate a morire prima di arrivare all’età adulta. Oxitec, che ha già costruito un primo allevamento di zanzare geneticamente modificate presso Marathon, spera di poter avviare le prime sperimentazioni a partire da questa primavera. Per questo ha ufficialmente richiesto alla Food and Drugs Administration l’autorizzazione a rilasciare i primi insetti Ogm nei pressi di Key Haven, una zona residenziale che conta oltre 400 abitazioni. Prospettiva che ha incontrato la preoccupazione e la resistenza di molti abitanti, immediatamente supportati da associazioni di consumatori ed esperti di salute pubblica. Una protesta sfociata in una raccolta firme su Change-org che ha già superato il tetto delle 130.000 adesioni, con la quale i firmatari chiedono alla FDA di non concedere alcun via libera a un esperimento dagli esiti potenzialmente incontrollabili. «Oxitec sostiene che è altamente improbabile che ci possano essere conseguenze negative derivate dal contatto tra questo DNA modificato e il corpo di chi viene punto da una zanzara Ogm», commenta Phil Lounibos, entomologo presso il Florida Medical Entomology Laboratory. «Sono dalla loro parte, in quanto tali probabilità sono molto basse. Ma affermare che non c’è pericolo che questo DNA possa entrare all’interno del corpo umano è un altro tipo di mezza verità».


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