29 novembre 2018

Leda e il cigno a Pompei

Dalla camera da letto di una casa su via del Vesuvio, a Pompei, riaffiora un affresco rappresentante Leda, moglie di Tindaro re di Sparta, mentre si accoppia con Zeus, nelle sembianze di un cigno. Secondo il mito, in quella stessa notte, Leda si sarebbe accoppiata anche con il suo sposo, e sarebbero poi venuti alla luce, dalle uova da lei deposte, i Dioscuri Castore e Polluce, Elena, futura moglie di Menelao re di Sparta, e Clitennestra, moglie di Agamennone re di Argo e fratello di Menelao: in alcune versioni, solo la lucente Elena possedeva una natura divina, mentre in altre anche Polluce.

Il mito di Leda a Pompei, Stabia ed Ercolano era popolare ed è attestato in diverse domus, benché generalmente la regina stia in piedi e non seduta come in questo caso con il cigno in grembo. Le scene erotiche, in generale, nell’arte pompeiana erano assai comuni e non solo nei lupanari, i “bordelli”, ma anche nelle case private e nelle terme, con grande shock nel corso dei secoli di coloro che le riportarono alla luce, dal 1600 in poi: l’“arte proibita” è stata fino a tempi recentissimi censurata ai visitatori e anche oggi non è accessibile ai minori di 14 anni se non accompagnati.

La cultura romana era molto liberale e il sesso veniva vissuto con naturalezza e spontaneità poi dimenticate nelle civiltà successive. Ma oltre a ciò, alcune immagini che per noi potrebbero avere solo un richiamo erotico erano in realtà simboli di fertilità o avevano un valore apotropaico. Nella stessa casa dell’affresco in oggetto, nella stanza d’ingresso, era stata ritrovata recentemente l’immagine affrescata di Priapo che si pesa il fallo – e statuette di questo dio, custode di giardini e orti, che venivano usate come amuleti contro il malocchio, erano del tutto comuni all’ingresso delle ville romane o nei giardini.

Secondo Massimo Osanna, direttore generale del sito archeologico, intervistato dal New York Times, si trattava probabilmente dell’abitazione di uno schiavo affrancato, analogamente alla vicina Casa di Vettii, che apparteneva a una famiglia ricca di liberti. Questo genere di iconografia corrispondeva infatti specialmente ai gusti di quella classe sociale e politica, e rappresentava anche un modo forse per assimilarsi alle classi superiori ed esibire il potere acquisito.

Lo scavo fa parte del Grande progetto Pompei, sostenuto anche con fondi dell’Unione Europea, per la riqualificazione dell’area con azioni di riduzione del rischio idrogeologico, di messa in sicurezza e restauro, di protezione degli edifici dalle intemperie e aumento delle aree visitabili. Ma la delicatezza dell’area in cui è ubicata l’abitazione non consentirà ulteriori scoperte e lo stesso affresco, splendido e ben conservato, di Leda con il cigno dovrà probabilmente essere rimosso e spostato in luogo più sicuro.

 

Crediti immagine: High Contrast, Creative Commons Attribuzione 2.0 Germania, attraverso it.wikipedia.org.

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