05 giugno 2013

Lo chiamavano Trinità

“È troppo complicato! Come faccio a capire come accenderlo e spegnerlo?” “Devi imparare solo ON/OFF!” “Ma faccio confusione!” “Mamma, ricordati OFFinito se vuoi spegnerlo, ONiziato quando devi accenderlo.” Fu la spiegazione più convincente ed efficace che un'amica trovò anni fa per addestrare sua madre ad usare il cellulare. Cronache recenti dimostrano che caratteristiche poco più evolute saranno richieste dalle redazioni ai fotografi di cronaca del futuro.

Giovedì 30 maggio, il Chicago Sun-Times ha licenziato in blocco l'intero reparto fotografico. A comporlo editor e fotografi di fama, incluso il sessantottenne John H. White vincitore del Pulitzer nel 1982, per un totale non ancora smentito di 28 persone. L'annuncio è giunto durante una riunione definita “difficile” tenuta dal redattore capo, Jim Kirk, assunto solo un anno fa. "Il business del Sun-Times sta cambiando rapidamente e il nostro pubblico è maggiormente interessato a contenuti video associati alle notizie. Abbiamo fatto grandi progressi per soddisfare tali richieste, volti a potenziare le nostre capacità di comunicazione con vari elementi multimediali e video. La nostra politica continua ad evolversi grazie ad esperti di tecnologie digitali e, di conseguenza, si impegna nell'adeguare la gestione di prodotti multimediali, tra i quali la fotografia, promossi attraverso la rete." Dichiarazioni che manifestano l'enorme fede nelle capacità degli smartphone. A detta del veterano Robert Feder, la testata avrebbe già avviato lezioni di "Nozioni fotografiche di base su iPhone" rivolte ai suoi giornalisti e inviati. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=574828549206261&id=175146445841142 Da una settimana la stampa mondiale osserva lo sviluppo della decisione trattandola con la cautela dell'esperimento e tenta di analizzare gli scenari possibili, nel caso in cui il taglio di personale operato dal CST si dovesse diffondere viralmente ad altre redazioni. Ad essere coinvolte e penalizzate non risultano infatti solo le categorie di settore, ma anche grandi marchi di prodotti fotografici, editor, tecnici, computer e software per la post produzione, mutualmente privati di un volume d'affari enorme a vantaggio delle casse della Apple. L'annuncio shock, giustificato da un programma di riduzione dei costi causato dal calo drastico delle vendite del cartaceo, dimostra che sostituire professionisti fotografi con chiunque sia capace di utilizzare un cellulare, è ormai possibile e piuttosto vantaggioso. Mentre molti descrivono la mossa "un'idiozia a danno dei contenuti giornalistici”, la scommessa del più antico quotidiano di Chicago non fa che riflettere lo stato attuale del mercato. Il grande pubblico vuole essere intrattenuto, non ha voglia né tempo di leggere, cerca la sintesi di pensiero altrui attraverso video brevi e d'effetto da condividere ottenendo consensi. Un corto che riassuma tutto, ma non abbastanza bello da innamorarsene in modo da concedere presto il posto ad una news più giovane senza malinconia. Poco importa la qualità, nessuno guarda con spirito critico perché le immagini sono stelle cadenti che sfrecciano nella rete, morte ancor prima di balenare. Inutile quindi spendere patrimoni in personale qualificato; per affollare le home page delle testate occorrono solo notizie e l'iPhone contiene tutte le applicazioni necessarie per distribuirle a costi sensibilmente ridotti. La maggior parte dei giornalisti del Sun-Times è già stata dotata di uno smartphone in grado di scattare immagini, riprendere video, post produrre, scrivere un breve testo, connettersi a una rete, salvare, caricare e apparire online per un pubblico di milioni di utenti in pochi secondi. “Questa decisione non significa che non assumeremo più fotografi free lance professionisti per le coperture di alcuni servizi, bensì ci si affiderà sempre più a giornalisti in grado di realizzare foto e video che accompagnino i loro racconti.” Sorprende che sorprenda tanto: diverse agenzie stampa mondiali e redazioni internazionali da tempo spronano i dipendenti all'uso di iPhone e alla condivisione su Twitter, indottrinando le masse alla percezione delle notizie sulla base del confezionamento scelto. Ancora una volta le sedi giornalistiche confermano la richiesta di storie e la capacità di saperle narrare in tutte le sue forme grazie a strumenti estremamente leggeri e intuitivi. Vogliono che il collaboratore sia eclettico, come la rete. Chiedono sappia redigere un testo, breve ed esaudiente, non un Nobel per la letteratura. Pretendono abbia fiuto piuttosto che senso artistico, per quello esistono i grandi fotografi ai quali assegnare di tanto in tanto dei servizi che diano prestigio. Esigono non si separi mai da un dispositivo che gli consenta di produrre immagini e possibilmente saperlo usare, ON/OFF, non è impossibile per nessuno. In sostanza, cercano di procedere al passo con la domanda e proporre pacchetti completi su avvenimenti minori che sfuggano alle grandi agenzie stampa, vere antagoniste dei fotografi free lance. La resistenza da parte dei fotografi e degli operatori video è ovviamente altissima. Rivendicando l'arte per la composizione, il dono del terzo occhio e lamentando l'avvilimento della parte creativa, cercano di salvare una professione millantata da molti ma riservata ormai a pochissimi. Gli esperti ritengono che il Chicago Sun-Times abbia commesso un errore e finirà per riassumere parte del personale liquidato a part-time ma così facendo prolungano l'agonia di chi spera ancora in una ricollocazione nel giornalismo. "Mi chiamano Trinità, sono la mano destra del diavolo e ho la pistola più veloce in giro." Saper fare almeno tre cose, non importa come, essere tre in uno ma dalla parte del male e sparare prima degli altri. È questa la nuova, vecchissima regola.


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