26 giugno 2018

Manifesta 12, coltivare la coesistenza

Greci, Arabi, Normanni e un legame particolare con il Nord Africa e il Vicino Oriente, che nel tempo ha assunto connotazioni diverse: Palermo è stata da sempre luogo di stratificazioni culturali, sede privilegiata di incontri di popoli, di fusioni di tradizioni e conoscenze. Lo è tuttora, soprattutto adesso che il tema delle migrazioni si sta declinando in modo drammatico e la Sicilia è terra di crocevia, nodo cruciale di itinerari difficili e di destini incrociati.

È proprio questa caratteristica, profondamente radicata nel suo DNA, insieme al fatto che la città e la sua regione si trovano in prima fila anche sul fronte delle conseguenze del cambiamento climatico, che ha fatto ricadere su Palermo la scelta della sede della dodicesima edizione di Manifesta, la biennale ‘nomade’ dell’arte, proprio per indagare e riflettere su questi temi, sull’impatto che essi hanno sulla comunità, su che cosa significhi essere cittadini e riappropriarsi della cittadinanza in una realtà in profonda trasformazione come quella attuale.

Nata nel 1996 a Rotterdam su iniziativa della storica dell’arte Hedwig Fijen e pensata in risposta ai grandi cambiamenti politici e culturali generati dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine della guerra fredda, Manifesta ha ‘percorso’ in lungo e in largo l’Europa scegliendo ogni due anni una sede diversa e caratterizzandosi ogni volta come manifestazione site specific, stimolando la comunità artistica e culturale a produrre progetti fortemente legati al contesto e ponendosi come obiettivo proprio l’integrazione e il confronto culturale al di là dei confini segnati sulle carte.

Quest’anno l’identità profonda di Manifesta, appena inaugurata, si esplicita già nel titolo del progetto curatoriale Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza, ispirato al pensiero del botanico francese Gilles Clément, che nella metafora del mondo come ‘giardino’ e dell’umanità che se ne rende responsabilmente ‘giardiniere’, intravede un ideale possibile di coesistenza pacifica. Un concetto felicemente riassunto nel dipinto Veduta di Palermo (1875) di Francesco Lojacono (custodito nella Galleria di arte moderna di Palermo), immagine emblematicamente scelta per accompagnare la presentazione del progetto, in cui tutte le piante raffigurate provengono da diversi continenti e crescono rigogliosamente le une accanto alle altre.

I 50 progetti selezionati per Manifesta, che comprendono video, installazioni, performance, interventi urbani e letterari, ‘invaderanno’ pacificamente la città fino al 4 novembre; si tratta infatti di un sistema diffuso che coinvolge 12 sedi, luoghi iconici della città, che assumono nuove valenze: dall’Orto botanico a S. Maria dello Spasimo, da Palazzo Butera allo ZEN, da Palazzo Ajutamicristo a Piazza Magione.

 

Manifesta 12, Palermo, fino al 4 novembre 2018

 

Crediti immagine: da freshcreator. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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