7 agosto

Pietrasanta culla del contemporaneo

Pietrasanta è tra i monti e il mare, in quel tratto di Toscana che tutti conoscono come Versilia. Un luogo molto particolare con un centro storico di origini medievali davvero molto suggestivo e ben conservato, soprannominata “la Piccola Atene” per il suo legame antico con l’arte, sin da quando nel XV secolo, Michelangelo vi soggiornò con i suoi allievi per lavorare il pregiatissimo marmo bianco delle vicine cave. Fu amata da Giosuè Carducci e scelta, in un passato recente, come luogo di elezione da artisti come Pietro Cascella, Arnaldo Pomodoro, Jean-Michel Folon, Joan Miró, Igor Mitoraj. Il grande scultore Fernando Botero trascorre a Pietrasanta una parte dell’anno e, girando per il centro, non è raro imbattersi in sue opere. Gallerie d’arte tra le più famose scelgono Pietrasanta per le loro esposizioni e lo scorso 7 luglio hanno dato vita, insieme al Comune, alla terza edizione del Collector’s Night. Come ogni anno un grandissimo artista è ospite con una sua personale: Manolo Valdés e la sua poetica della traduzione, curata da Kosme de Barañano, è la mostra-evento di quest’anno, resa possibile grazie alla Galleria d’arte Contini di Venezia in collaborazione con la Fondazione Versiliana, Start ed il Comune di Pietrasanta. Una mostra emozionante, travolgente, che lascia a bocca aperta.

Manolo Valdés, pendolare tra Madrid e New York, artista di grande prestigio e carattere, ha reso Pietrasanta un incanto, come se si entrasse in un mondo fiabesco. Sul sagrato di S. Agostino due sculture equestri di bronzo Caballero e Dama. Nel chiostro, al centro l’Infanta Margarita, scultura ispirata a Velázquez, sempre regale ma con una nuova energia e grande vitalità. Nella chiesa di S. Agostino, opere lignee di grandi dimensioni, volti di donne stilizzati, tocchi di blu rilucenti e luce straordinaria. Nella piazza del Duomo, con Valdés si entra, in uno spazio immaginario con la immensa Clio Dorata, nata dalla fusione di ottone e acciaio dorato, una enorme testa femminile che sorregge, come un cappello o come un turbante, rami splendenti e intrecciati tra loro. Più in là Mariposas, con in testa un volo di farfalle in alluminio che giocano con i riflessi, le luci, le angolazioni come se davvero prendessero il volo. È proprio vero, Manolo Valdés incarna la vitalità dell’arte, sceglie capolavori classici per dargli una vita contemporanea, la sua volontà di creare un legame indissolubile ma in continua evoluzione tra passato, presente e futuro è evidentissimo. Matisse, Rembrandt e Velázquez sono alcuni dei suoi maestri ispiratori, che lui traduce in un linguaggio attuale e originale. E dulcis in fundo, in una delle sale interne, una libreria lignea davvero unica, carica di libri ed energia, di movimento e solidità; un’opera che tutti possono amare e interpretare, che rimane impressa nella memoria.

Pietrasanta, città nobile dal 1841, regala sempre emozioni uniche e con Valdés quest’estate elargisce vitalità, luce, energia, storia, tradizione; dando al contemporaneo movimento e carica, con le imponenti sculture nella piazza del Duomo, trasmette la voglia di sognare, immaginare e amare l’arte.

 


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