13 ottobre 2016

Piscina Mirabilis, maestosa testimonianza di età romana

Se vi dicono di andare alla “Piscina Mirabilis” non fatevi trovare impreparati e soprattutto non portate con voi pantofole, asciugamani e creme solari perché non è quello che pensate.

La Piscina Mirabile è un maestoso monumento archeologico di epoca romana, interamente scavato nella pietra tufacea, durante la prima età augustea, nel territorio di Miseno. Gli anni del I secolo d. C. furono concitati e tumultuosi, si stava infatti passando dalla repubblica all’impero, ma nonostante ciò, proliferi per la costruzioni di opere pubbliche – per l'edificazione della gloria di Roma – tant’è vero che molti storici paragonano questo periodo alla splendida età di Pericle o a quella di Luigi XIV di Francia.

Proprio da questa situazione di belligeranza nacque l’esigenza di avere una flotta navale stanziata a Miseno, la cosiddetta "Classis Praetoria Misenensis Pia Vindex". La necessità di approvvigionamento d’acqua potabile a totale appannaggio dei soldati determinò la costruzione della cisterna diventata poi la più grande opera di contenimento d'acqua potabile romana.

L’acqua dalla fonte vi giungeva attraverso l’acquedotto del Serino per ben 96 chilometri. Oggi l'interno della piscina, completamente svuotato, è visitabile scendendo una lunga scala in ferro apposta ad hoc nel processo di musealizzazione.

Chi vi si introduce, subito avverte una sensazione insolita, lasciando alle proprie spalle il panorama ancestrale di piccole case, con mura basse, rosicate dal sole e dal vento, intorno alle quali si allungano filari d’uva, per immergersi in un "locus amoenus" dalle dimensioni ciclopiche, silenzioso e mistico, ove si stenta a credere che secoli fa tutto quello spazio fosse pieno d'acqua e nascosto sotto la superficie del terreno calpestabile.

La vasca è lunga più di 70 metri e larga 25, per un’altezza di 15 metri, suddivisa in 5 navate longitudinali e in 13 trasversali con ben 48 robusti pilastri che la sostengono, proprio per queste dimensioni elefantiache la struttura incute reverenza e sacralità tanto da essere anche chiamata “La Cattedrale”.

La bellezza di questo luogo è nella sua storia. "Nullus locus sine Genio " (nessun luogo è senza un genio), stavolta però il genius loci siamo noi visitatori che percepiamo la magia dei raggi del sole che trafiggono le pietre diroccate disegnando sul fondo strane figure di luce, mentre il suono delle voci rimbomba come quello di un esercito che marcia in lontananza. La ricca vegetazione di muschi e di altre piante irradiano le pareti di colori, un’insolita calma alberga in noi – troppe storie e troppi secoli sono trascorsi – ciò che prima era colmo d’acqua, oggi, è riempito dalle nostre suggestioni che nella profondità del nostro animo creano un legame con la storia.

Purtroppo la piscina resta romita per gran parte dell’anno, poco nota al grande pubblico, sebbene è spesso paragonata al Palombaro di Matera o alla Cisterna di Giustiniano a Istanbul, entrambe principali attrattive turistiche ma costruite secoli dopo.

Per raggiungere la Piscina Mirabilis bisogna spingersi all’interno di Bacoli verso Miseno, percorrendo via Piscina Mirabile fino ad arrivare in prossimità di una strada troppo stretta ove il parcheggio è quasi obbligato, si continua a piedi fino al civico 27 dove un cancello chiuso a chiave, contornato da mura di tufo con su affissa una lastra marmorea indicante: “Piscina Mirabilis” si palesa ai nostri occhi.

L’apertura non è subordinata ad una formula magica ma avviene chiamando il numero della custode (0815233199 cell. 3336853278). Gli orari sono dalle 9 ad un’ora prima del tramonto, perché il tempo e lo spazio in questi luoghi diventano misure non convenzionali.

 


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