30 novembre 2015

Podiani e la nascita della Biblioteca Augusta

Non è raro che le biblioteche divengano un luogo simbolo nello svolgimento dei romanzi. Chi non ricorda gli avvenimenti occorsi nella Notte del Settimo giorno ne Il nome della rosa di Umberto Eco, con la biblioteca dell’abbazia che prende fuoco, e le drammatiche considerazioni di Guglielmo di Baskerville: «Era la più grande biblioteca della cristianità. Ora l’Anticristo è veramente vicino perché nessuna sapienza gli farà più da barriera». In realtà molte biblioteche hanno esse stesse storie avvincenti come una narrazione fittizia. Basti pensare al Fondo Berlinese della Biblioteca Jagellonica di Cracovia, di cui si è scritto proprio in questa sede. La Biblioteca Comunale Augusta di Perugia ha una vicenda non meno interessante. Ha radici che affondano nel XVI secolo (è tra le prime biblioteche pubbliche in Europa), e la sua fondazione si deve alla generosa passione di Prospero Podiani, di cui ricorre in questi giorni il quarto centenario della morte. Abbiamo chiesto ad Alessandra Panzanelli, postdoctoral researcher alla Università di Oxford nonché autrice di studi su Podiani, di parlarci di questa figura e di spiegarci perché merita oggi ricordarla.

 

Chi era Podiani e che tipo di collezionista era? Nel 1991 il regista inglese Peter Greenway intitolò la sua versione de La Tempesta di Shakespeare Prospero’s books, espressione che ben si presta a dire chi fu Prospero Podiani: un uomo che fece dei libri la sua principale occupazione. Podiani era nato a Perugia intorno al 1535, in una famiglia non nobile ma bene inserita nel sistema cittadino. Tra essi spiccava la figura di Lucalberto, cancelliere del Comune, noto anche per l’amicizia con Pietro Aretino. A Lucalberto Prospero fece esplicito riferimento per presentarsi al cardinale Fulvio Della Cornia in una lettera che scrisse quando maturò il proposito di dare stabilità alla sua raccolta libraria, all’epoca già ragguardevole (1570). Con la ‘protettione’ del cardinale, Podiani avrebbe trasformato la collezione in una biblioteca aperta agli studiosi, guadagnando a sé una funzione pubblica e socialmente nobilitante, quella del bibliotecario. Podiani ambiva ad avere un ruolo simile a quello di cui godeva Fulvio Orsini presso i Farnese. A Orsini, con cui era in rapporti, egli aveva ceduto un prezioso manoscritto che era stato dell’umanista perugino Francesco Maturanzio, di cui Podiani recuperò parte della collezione. La biblioteca dell’umanista era a sua volta una chiara testimonianza del fervore culturale che animava l’ambiente perugino del pieno Rinascimento e di cui Podiani si sentiva erede. Dal centro di una biblioteca ben costruita, egli avrebbe potuto fornire indicazioni utili a studiosi di ogni disciplina; il Prospero perugino cercò insomma di trasformare la sua grande passione in una competenza professionale e in una posizione sociale.

 

Fu dunque con l’aiuto del cardinale Della Cornia che Podiani fondò la Biblioteca Augusta? No. Al momento in cui fece la proposta al cardinale, Podiani considerava di affidare la biblioteca ai Gesuiti, che il Della Cornia aveva insediato a Perugia. In realtà è possibile che il cardinale non avesse mai recepito la proposta: la lettera infatti non è una missiva, ma rientra in un testo decisamente più impegnativo, un trattatello in latino dedicato all’allestimento di una biblioteca (“Quomodo bibliothecae sint instituendae, disponendae et informandae”). Incastonata nel trattato, la lettera appare come una dedicatoria, di cui Podiani riprende, nella lingua della scienza, alcune argomentazioni: il valore dell’impresa, che acquista grande fama a chi la compie; un concetto che Gabriel Naudé avrebbe fissato più tardi nel suo celebre Advis del 1627 (“Il n’y avoit aucun moyen plus honneste et assuré pour s’acquerir une grande renommée parmy les peuples, que de dresser de belles et magnifiques bibliothèques pour puis après les vouer et consacrer à l’usage du public”). Podiani non pubblicò mai la sua opera (che merita e alla quale sto lavorando): troppo alta l’ambizione di fornire indicazioni bibliografiche aggiornate ed esaustive sull’intero scibile, organizzato in un sistema di classificazione da lui elaborato in modo che potesse piacere “all’uomo dotto”.

 

Come nacque quindi la Biblioteca Augusta? Podiani cambiò interlocutore e intorno al 1580 rivolse la proposta alle autorità cittadine: ottenuti dal papa l’approvazione e il sostegno finanziario, un paio di anni dopo Podiani e i priori formalizzarono la donazione e la contestuale fondazione della Biblioteca Augusta. Podiani si impegnava a consegnare tutti i suoi libri, presenti e futuri, alla città, e questa avrebbe costruito per la Biblioteca una sede adeguata, con i fondi che Podiani aveva ottenuto dal pontefice, i proventi di una tassa, necessari anche al suo stipendio. Vi furono ritardi: la sede venne di fatto realizzata solo intorno al 1590 e col diretto impegno del Podiani, che seguì i lavori, quali le decorazioni a fresco. Interessante in particolare il Parnaso che orna una delle lunette, anche per il legame con gli affreschi di palazzo Cesi, residenza del fondatore dei Lincei. Fu Federico Cesi, nel 1613, a menzionare Podiani come l’esempio da seguire nel costruire una grande collezione, e lo accostava ad Angelo Rocca, il fondatore della Biblioteca Angelica. E Rocca nel 1591 ricordava Podiani come il creatore di un biblioteca mirabile.

 

Perché allora si dice che l’Augusta è stata formalmente fondata nel 1623? Perché presto i rapporti tra Podiani e gli amministratori si rovinarono: i ritardi iniziali lo spinsero a gestire in modo del tutto autonomo la sua raccolta, egli non consegnò mai il catalogo, non si prestò a controlli, provocando perfino un’ispezione. Con il suo fare autocratico, però, Podiani aveva messo in piedi un servizio importante in grado di soddisfare le esigenze di un folto numero di persone, non solo in città. Un ampio carteggio e una serie di quaderni testimoniano di una circolazione importante di libri. Podiani riuscì anche a conservare a Perugia una raccolta consistente di esemplari di edizioni proibite, divenute rarissime e necessarie agli stessi censori. Probabilmente si convinse che, perfezionando l’accordo, un uso tanto spinto della raccolta non sarebbe stato possibile. Negli ultimi anni andò oltre cambiando più volte disposizioni ma gli amministratori comunali riuscirono a ottenere la conferma della donazione un mese prima che il Podiani morisse. Dopo la sua morte, essi si mobilitarono per recuperare il grosso della raccolta e avviare un nuovo corso. La biblioteca pubblica venne ricostituita in una nuova sede, abbandonando quella realizzata sotto la guida di Podiani, nella quale il suo nome compare scolpito in epigrafi che ricordano la fondazione di un luogo dedicato ad Apollo e alle Muse, un luogo potenzialmente senza confini, concepito per trovare ispirazione e condividere il piacere dello studio e lo scambio della conoscenza.

 

E qual è oggi il valore dei fondi antichi? Oggi il fondo antico dell’Augusta può essere un laboratorio di ricerca. Esso è infatti incredibilmente ricco, cresciuto intorno a quello già ragguardevole lasciato da Podiani: circa 10.000 volumi, di cui circa 600 manoscritti di grande pregio e una raccolta di incunaboli che superava le 250 unità (divenute oggi circa 1300). Mi concentro sugli incunaboli perché dalla mia attuale posizione (sono nel team del progetto 15cBOOKTRADE, dedicato a produzione, distribuzione e uso del libro a stampa del ’400) guardo a quel fondo con altri occhi: in Augusta ci sono non pochi esemplari unici o rari, che nella nostra ottica acquistano un rilevante valore scientifico. La collezione conserva inoltre molte tracce dell’uso originario dei libri (come le legature), talvolta perdute nelle grandi collezioni costituite successivamente. Dal mio attuale laboratorio di ricerca, la British Library, ho occasione di apprezzare le specificità della raccolta perugina, che apporta un contributo fondamentale alla nostra mappatura. Vi sono potenzialità inespresse, nei nostri fondi antichi, che possono essere valorizzate facendole rientrare in progetti di ricerca inseriti nel contesto internazionale.

 

Podiani sarà ricordato martedì 1° dicembre presso la Sala a lui intestata del Palazzo dei Priori del Comune di Perugia

 


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