25 marzo 2013

Ripescati i motori dell’Apollo 11

Jeff Bezos ha mantenuto la sua promessa. Dopo aver annunciato sul suo blog il ritrovamento dei motori dell’Apollo 11, che da oltre quarant’anni riposavano sui fondali dell’oceano Atlantico, il fondatore e CEO di Amazon ha finanziato la spedizione Seabed Worker che ha finalmente riportato in superficie due dei cinque motori F-1 del razzo Saturn V, il veicolo spaziale che l’11 luglio 1969 portò per la prima volta sulla luna Neil Armostrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. Attualmente i due propulsori, recuperati a quasi 4.000 metri di profondità, sarebbero in viaggio verso Cape Canaveral (Florida), dove saranno restaurati e riassemblati in vista dell’esposizione al pubblico. La mostra verrà inaugurata molto probabilmente presso il National Air and Space Museum dello Smithsonian Institution, per poi fare tappa a Seattle. “È stata un’avventura incredibile”: questo il commento entusiasta di Jeff Bezos, che nonostante i suoi molteplici impegni ha trovato il tempo di raggiungere la nave ancorata nel mezzo dell’Atalantico per assistere di persona alle ultime fasi di recupero. “Abbiamo visto un universo sommerso da meraviglia, un giardino marino con sculture fatte da pezzi contorti dei motori del Saturn.” E osservando le foto c’è da credere alle sue parole, visto che decenni di esposizione alle correnti oceaniche hanno dato ai due reattori l’aspetto di veri e propri monumenti sommersi dallo stile surrealista. Per ora scienziati e appassionati attendono il dissiparsi degli ultimi dubbi: i numeri di serie dei reattori, infatti, sono andati letteralmente fusi, e bisognerà perciò aspettare l’accurata analisi delle specifiche tecniche prima di affermare con assoluta sicurezza che i due motori recuperati appartengono al modello originale dell’Apollo 11.


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