20 aprile 2020

Sciacca, il Museo diffuso dei 5 sensi

 

«A guardariti anticchia di stu mari

pari chi scinni Tu di la vaddata  

pirchì tuttu st’azzurru vo’ abbrazzari

pi daricci, di cori, na vasata»

(A guardarti un po’ da questo mare, sembra che scendi Tu dalla vallata perché vuoi abbracciare tutto questo mare azzurro per dargli un bacio di cuore)

 

Così scrisse il poeta di Sciacca Vincenzo Licata a proposito della sua e della mia amata città, terra di sole, mare, profumi e sapori che egli seppe ben ritrarre attraverso i suoi versi.

 

Proprio con l’intento di valorizzare le ricchezze di questa magnifica fascia di terra a ovest della costa siciliana, ad aprile 2019 nasce a Sciacca il Museo diffuso dei 5 sensi, un’associazione di promozione sociale, presto cooperativa di comunità, che mette insieme oltre 50 enti presenti sul territorio saccense che si impegnano a tutelarlo e a presentarlo ai turisti attraverso modalità inedite ed esperienze sensoriali. L’idea è quella di “sviluppare” il territorio, cioè puntare sul turismo emozionale, esperienziale, empatico, ovvero sulla relazione tra le persone. Imparare a modellare l’argilla e a lavorare il corallo rosa con gli artigiani del posto, disegnare o dipingere in riva al mare, impastare il pane con le farine antiche siciliane sono solo alcune delle attività proposte ai turisti dal Museo. I rappresentanti delle associazioni sportive, teatrali, culturali collaborano con artigiani, maestri della cartapesta, artisti della ceramica, strutture ricettive, ristoranti, istituti scolastici per creare un museo a cielo aperto. Le identità di Sciacca sono i tesori; le strade della città, i corridoi, le piazze sono lo spazio di esposizione; le botteghe diventano teche di un museo per tutti e di tutti. L’obiettivo è quello di fare in modo che i cittadini usufruiscano di un bene prezioso, la loro città, e che lo mostrino con lo stesso amore e con lo stesso orgoglio ai visitatori.

Un’idea geniale quella della comunità di Sciacca guidata dalla presidentessa Viviana Rizzuto che ha deciso di mettere momentaneamente da parte la vita di frenetica lavoratrice in giro per il mondo per creare una realtà nuova e funzionale nella sua Sciacca che possa coinvolgere tutta la cittadinanza. Il giornalista Emilio Casalini ha scritto che si tratta di un laboratorio di ingegneria sociale unico in Italia.

Vista, udito, olfatto, tatto e gusto possono essere soddisfatti appieno grazie alla collaborazione di una città che cerca di fare il bene della città. E come scriveva il poeta Licata:

 

T’amu pirchì si bedda, Sciacca mia, | pi ssa luci chi manna lu to’ mari. | Pirchì mi rigalasti la puisia | ccu lu travaghiu di sti marinari. || T’amu, pirchì mi basta ssu tramuntu | pi farimi ‘n-artista divintari, | pirchì lu to’ passatu è com’un cuntu | d’omini illustri e di ricordi cari.

(Ti amo perché sei bella, Sciacca mia, per la luce che proviene dal mare. Perché mi hai regalato la poesia con il lavoro di questi pescatori. Ti amo perché mi basta questo tramonto per farmi diventare un artista, perché il tuo passato è come un racconto di uomini illustri e di ricordi cari).

 

Immagine: Una stradina con vista sul porto e sul mare, Sciacca, Sicilia. Crediti: poludziber / Shutterstock.com

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0