5 dicembre 2017

Se il ‘nemico’ si trasforma in risorsa

Secondo il rapporto Global carbon budget 2017, presentato a novembre a Bonn, in Germania, in occasione della Conferenza ONU sul clima (COP23), si prevede che per la fine dell’anno si registrerà un aumento di circa il 2% delle emissioni globali di CO2, generate da combustibili fossili e attività industriali, dopo tre anni di sostanziale stabilità del dato. Un aumento allarmante che contribuisce ad allontanare ancora di più gli obiettivi dell’accordo sul clima di Parigi.

Non è dunque un caso che gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) abbiano concentrato la loro attenzione su questo tema decisamente cruciale: un gruppo di ricercatori, guidato da Xiao-Yu Wu e Ahmed Ghoniem, sta sviluppando un procedimento in grado di convertire il CO2 in carburante, trasformando così un gas dannoso in una risorsa energetica.

Il sistema si basa su un insieme di membrane composte da lantanio, calcio e ossido di ferro, che, se attraversate da un flusso di vapore di biossido di carbonio, consentono il passaggio esclusivamente agli atomi di ossigeno, trattenendo il monossido di carbonio, che può quindi essere riutilizzato come carburante, da solo o in combinazione con idrogeno e/o acqua. Il processo si attiva in presenza di temperature elevate (fino a 990 °C), che possono essere ottenute grazie all’energia solare o dagli impianti di produzione di energia in cui c’è elevata dispersione di calore, consentendo in sostanza di immagazzinare il calore sotto forma chimica. Ma oltre all’alta temperatura è necessario convogliare l’ossigeno dall’altra parte della membrana, che lo trattiene impedendo che possa poi ricongiungersi con il monossido di carbonio: a questo scopo si possono utilizzare idrogeno o metano, facilmente ossidabili e in grado di attrarre l’ossigeno senza rendere necessaria una differenza di pressione.

Ulteriori passi avanti dovranno necessariamente essere compiuti per migliorare l’efficienza del sistema e renderlo applicabile su larga scala in modo da ottenere esiti significativi, ma i primi risultati sono incoraggianti. L’obiettivo ambizioso, che potrebbe avere un impatto rivoluzionario sull’ambiente, è quello di riuscire a ottenere carburante azzerando le emissioni nocive.


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