04 maggio 2016

Sempre più giovani le vittime del revenge porn

Secondo una ricerca realizzata dalla BBC sono sempre più giovani le vittime del cosiddetto ‘revenge porn’, fenomeno che lo scorso anno in Gran Bretagna è arrivato a coinvolgere anche bambini di 11 anni, mentre il 30% delle vittime complessive è costituito da teenager. L’indagine si è avvalsa del materiale raccolto tra aprile e dicembre 2015 da 31 autorità investigative e forze di polizia di stanza in diverse regioni di Inghilterra e Galles, informazioni a cui i giornalisti britannici hanno potuto accedere grazie al Freedom of Information Act, la legge che garantisce a ogni cittadino la possibilità di richiedere e visionare atti o documenti prodotti dalla pubblica amministrazione. Secondo il report pubblicato dalla BBC, da quando nel Regno Unito è entrata in vigore una legge che punisce la condivisione di materiale erotico senza l’autorizzazione dei soggetti coinvolti, sono state registrate 1.160 denunce e segnalazioni relative alla pubblicazione non consensuale di immagini o filmati privati (e nella maggior parte dei casi di natura esplicitamente sessuale), che vengono diffusi sul web quasi esclusivamente a scopo di vendetta, in qualche caso dopo un fallito tentativo di ricatto o intimidazione. In tre casi il crimine imputato avrebbe coinvolto minori di 11 anni di età, mentre una vittima su tre si trova è al di sotto dei 20 anni. In media, l’involontario protagonista di un ‘revenge porn’ ha 25 anni: del resto il fenomeno è relativamente giovane, nato e cresciuto di pari passo con la diffusione dei social network (Facebook viene nominato nel 68% dei casi) e l’accessibilità degli smartphone e di altri dispositivi di registrazione video. Secondo l’indagine, soltanto l’11% delle denunce si traduce in un processo, mentre 6 casi su 10 si concludono con un nulla di fatto, in prevalenza per mancanza di prove o con la rinuncia delle vittime di fornire supporto alle indagini. «Mentre alcuni agenti sono stati istruiti sulla nuova normativa in materia di reati sessuali, sono state registrate alcune incongruenze che lasciano pensare che altri non hanno compreso pienamente le modalità di questo tipo di reato», commenta Simon Kempton, direttore della sezione crimini informatici della Police Federation of England and Wales, che ha accolto con soddisfazione le novità introdotte dalla nuova legislazione. «Qualsiasi tipo di reato sessuale, compreso il revenge porn, può avere effetti devastanti sulle vittime. Finché la nuova norma non è stata ufficialmente promulgata, gli agenti spesso si sono ritrovati incapaci di dimostrare l’esistenza di una specifica violazione della legge».