29 ottobre 2015

Splendori e miserie

Un omaggio a un’epoca, a una stagione straordinaria della pittura, a Balzac, alle cortigiane e alle prostitute che hanno animato Parigi a cavallo tra il XIX e il XX secolo; questo e tanto altro nella mostra Splendeurs et misères. Images de la prostitution 1850-1910, che resterà fino al 17 gennaio al Museo d’Orsay per essere poi proposta ad Amsterdam, al Museo Van Gogh. Curata da Isolde Pludermacher, Marie Robert, Nienke Bakker e Richard Thomson, la mostra propone capolavori di Manet, Toulouse-Lautrec, Degas, Van Gogh, Picasso, Munch, grandi pittori che rimasero affascinati da questo mondo semiclandestino, trasgressivo e al tempo stesso così affine all’affermarsi del predominio esplicito del denaro nella società borghese; accanto ai maestri e alla loro ricerca, molti artisti sconosciuti e molti fotografi che hanno protetto i loro audaci scatti con l’anonimato. È forse la prima volta che una grande manifestazione artistica in un prestigioso museo viene dedicata al tema della prostituzione; eppure l’esposizione è la prova materiale del profondo legame tra la straordinaria, innovativa, avventura della pittura a cavallo tra i due secoli e la fascinazione di questa realtà, splendida e miserabile. D’altra parte, tutto il mondo della cultura e dell’arte, non soltanto i pittori, si è ispirato, in quegli anni, alla vita delle prostitute e delle cortigiane: basti pensare a certe ambientazioni del romanzo ottocentesco, a Balzac, a Zola, a Dumas, ai libretti delle opere liriche, ad alcune celebri eroine romantiche. Se sono noti i rapporti di tanti artisti del passato, come Caravaggio, con le prostitute, preziose modelle anche per opere a carattere sacro, è soprattutto nell’Ottocento borghese e per certi versi terribilmente moralista che il tema viene direttamente evocato e rappresentato, e accompagna non accidentalmente la ricerca artistica. In qualche modo, in queste cortigiane che spesso sembrano paradossali modelli di emancipazione, in questo mondo opaco ma vicino di casa del successo e della rispettabilità, si intravedono molte contraddizioni del mondo contemporaneo.

 


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