17 novembre 2016

Sta davvero diminuendo la CO2 nell’atmosfera?

Nel periodo compreso tra il 2002 e il 2014 si è registrata una diminuzione nei valori di anidride carbonica emessi nell’atmosfera. È questo il frutto delle misure precauzionali messe in atto dall'uomo? Ebbene no. Questo calo è dovuto al maggiore assorbimento da parte della vegetazione del biossido di carbonio. Di conseguenzala notizia, che sembrerebbe positiva, in realtà deve allarmare e stimolare una maggiore coscienza ecologista. L’essere umano, purtroppo, continua ancora a privilegiare gli obiettivi di crescita economica senza curarsi troppo delle conseguenze che questa può avere per il pianeta. Questa situazione ci ha portati a livelli d’inquinamento eccessivi, che dovrebbero preoccupare e stimolare decisioni efficaci. Trevor F. Keenan, del Lawrence Berkeley Laboratory, stupito del fatto che i valori di anidride carbonica fossero diminuiti nonostante l’aumento dell’inquinamento, insieme ai suoi colleghi ha intrapreso degli studi al riguardo, giungendo alla conclusione che gran parte del biossido di carbonio prodotto viene assorbito dalla flora del nostro pianeta. Gli oceani e la biosfera assorbono all’incirca il 45% dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, ma questo processo non avviene con costanza ed è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali, quali i terremoti, le eruzioni vulcaniche o fenomeni specifici come “El Nino” (il riscaldamento dell’Oceano Pacifico che si registra ogni cinque anni tra dicembre e gennaio). Inoltre, dal XIX secolo ad oggi è stato monitorato il tasso di emissione della CO2, e da questo monitoraggio si evince che esso va di pari passo con l’incremento della temperatura del globo pur rivelando in alcuni casi una certa discontinuità. Risulta di conseguenza difficile da definire la connessione tra la crescita della vegetazione e l’aumento nel tasso di assorbimento dell’anidride carbonica. Keenan e colleghi hanno orientato i loro studi proprio su questa problematica, usando i modelli di crescita della flora per vedere come i diversi fattori in gioco potessero influire, e sono giunti alla conclusione che la fotosintesi clorofilliana, processo di assorbimento di anidride carbonica durante le ore di luce, aumenta in base all’incremento dell’anidride carbonica atmosferica e che il processo notturno, durante il quale le piante rilasciano O2 viene ridotto dal rallentamento delle temperature globali. Il loro studio in seguito ha preso in considerazione il periodo che va dal 1960 al 2014, scoprendo che la vegetazione, tra il 2002 e il 2014, ha rallentato ogni anno del 2,2% circa il tasso di accumulo di CO2 avendone assorbito più della media. Le notizie sembrano positive, ma tra le conclusioni tratte dagli autori nell’articolo pubblicato su “Nature Communications” emerge che questo rallentamento potrebbe essere temporaneo e che il maggior assorbimento da parte delle piante non è la soluzione ai nostri problemi in quanto le concentrazioni effettive di gas presenti sul pianeta continuano a crescere.  


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