29 aprile 2016

Surriscaldamento globale, il triste record di marzo

Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, che custodisce le rilevazioni climatiche redatte a partire dalla fine dell’Ottocento, il mese appena trascorso è stato contrassegnato dal più consistente innalzamento delle temperature medie globali, un trend negativo inaugurato già a febbraio e che sembra destinato a caratterizzare l’andamento climatico dell’intero anno corrente.

La notizia, purtroppo, non arriva a sorprendere esperti e studiosi del cambiamento climatico: marzo 2016 rappresenta infatti l’ennesimo capitolo di un’escalation che dura ormai da ben undici mesi consecutivi, una sequenza di record negativi che non trova paragoni in nessuna delle rilevazioni effettuate a partire dal 1880, anno in cui i dati scientifici relativi alla temperatura degli oceani e dell’atmosfera cominciarono a essere ufficialmente registrati e conservati. Certamente la recente ondata di caldo anomalo, che ha caratterizzato anche l’inverno appena trascorso, può essere ricollegata all’azione de El Niño: gli scienziati avevano già stimato che quest’anno il fenomeno climatico avrebbe trasferito dall’Oceano Pacifico all’atmosfera terrestre una quantità di calore superiore alla media, causando manifestazioni climatiche anomale in tutto il mondo. Tuttavia ciò non è sufficiente a spiegare un tale innalzamento delle temperature medie globali, la cui origine – secondo i ricercatori della National Oceanic and Atmospheric Administration – deve essere imputata all’emissione costante di gas serra nell’atmosfera, i cui effetti sono particolarmente visibili lungo la calotta artica: l’estensione dei ghiacciai ha toccato quest’anno il suo livello più basso, caratterizzandosi come il peggior record dall’inizio delle rilevazioni, cominciate a partire dagli anni Settanta. Tutti segnali che l’obiettivo concordato durante la Conferenza sul clima di Parigi – ovvero quello di contenere l’aumento di temperatura entro i due gradi rispetto ai valori dell’era preindustriale – allo stato attuale è un traguardo lontano, per non dire utopico.

 


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