26 luglio 2021

Tesori d’Italia: dagli Ori di Pergola alle Gole del Furlo

Le regioni italiane si presentano ai viaggiatori come immensi musei a cielo aperto. Le Marche non fanno eccezione e, anzi, costituiscono uno degli esempi più luminosi della fulgida bellezza del nostro patrimonio nazionale. In particolare, l’area a ridosso dell’Emilia-Romagna si contraddistingue per la generosa eterogeneità del paesaggio e la smisurata ricchezza di testimonianze del passato. Abitata fin dall’Età della Pietra, questa zona ha accolto santi, monaci, condottieri, mercanti, mecenati e artisti di ogni tempo. Dai Romani ai benedettini, dai Malatesta ai Montefeltro fino allo Stato Pontificio, il territorio in provincia di Pesaro e Urbino ha vissuto nei secoli un continuo avvicendarsi di dominazioni, usi e costumi che gli hanno portato prosperità, commerci, contaminazioni artistiche e culturali tra le più insigni della storia italiana. I segni di questo illustre passato sono riconoscibili anche oggi tra le domus romane, i palazzi nobiliari ed ecclesiastici, le abbazie e le infinite opere d’arte raccolte nelle innumerevoli chiese che punteggiano le città, le valli, le colline.

Le scoperte di oggi si aggirano intorno a un tratto della storica via Flaminia, coincidendo con essa nella parte finale del nostro racconto. Anche il punto di partenza rimanda però a Roma, grazie a un ritrovamento straordinario avvenuto a metà del secolo scorso nella frazione di Cartoceto, nel territorio di Pergola. La città ‒ fondata nel 1234 alla confluenza dei fiumi Cesano e Cinisco ‒ ospita un gruppo scultoreo in bronzo dorato capace di contendere il primato della maestosità perfino ai più noti Bronzi di Riace. Parzialmente recuperate in un campo agricolo in seguito a un’alluvione, queste magnifiche statue di epoca romana si trovano oggi nel museo comunale: si tratta degli Ori di Pergola, due figure maschili a cavallo e due matrone forgiate con estrema maestria e accurata dovizia di dettagli. La soggezione è tanta: le dimensioni, le pose, le espressioni altere di personaggi e animali trasmettono una magnificenza immutata nel tempo e, anzi, accresciuta dalla bella narrazione multimediale proposta nella sala museale. Gioielli così sarebbero in grado di appagare sensi, curiosità e passione storica per lungo tempo…, ma siamo in Italia e chi viaggia nel nostro Paese sa che in qualche manciata di chilometri a un prodigio se ne può aggiungere presto un altro.

Così è, anche questa volta.

Scorcio di Fossombrone sul fiume Metauro (foto di Valeria Canavesi)

Il primo tratto della provinciale 40 Barbanti è già uno spasso: saliamo piacevolmente sballottati dai suoi tornanti ad angolo giro circondati da foreste di cerri e di lecci, direzione nord. Unico neo, lo stato di abbandono dell’abbazia di Lastreto, di fondazione benedettina e oggi totalmente diroccata: si fa fatica anche a identificarla, mentre proseguiamo per Fossombrone. La città sul fiume Metauro ci attende per una passeggiata che inizia in epoca romana e arriva al Rinascimento, passando per il sito archeologico dell’antica Forum Sempronii, la rocca malatestiana, il centro cittadino con le chiese, le logge, i palazzi. Il filo narrativo è un continuum che a noi piace interrompere in sella al ponte della Concordia, guardando il fiume e le belle case storiche affacciate sulle sponde. Non distanti da qui, e ideali per chi pratica trekking o kayak, le Marmitte dei Giganti: rocce ciclopiche sapientemente scolpite dall’acqua del fiume, che danno vita a un paesaggio spettacolare, in una forra profonda decine di metri. Ed è proprio il paesaggio a decidere il percorso finale di questa giornata, percorrendo a ritroso il tratto più suggestivo dell’antica via Flaminia.

Gole del Furlo (foto di Valeria Canavesi)

Tra tunnel nella roccia e precipizi verticali si aprono le Gole del Furlo, un grandioso canyon scavato nei secoli dal lavoro incessante del Candigliano, nell’omonima Riserva naturale. Il colore intenso del fiume, il verde brillante dei boschi, la prepotenza delle creste pietrose amplificano le nostre emozioni come una gigantesca cassa armonica, raccontandoci di una potenza naturale arcaica e misteriosa. Basta l’arrivo di veloci nuvole scure a farci sentire in un amen ancora più piccoli. Ma anche più fortemente connessi con la meraviglia del nostro Paese.

 

Immagine di copertina: Il gruppo scultoreo in bronzo detto Ori di Pergola, Museo dei Bronzi dorati, Pergola  (foto di Valeria Canavesi)

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