4 maggio 2020

Umiltà

 

Umiltà deriva da “umile” e quindi dal latino humĭlis, da humus ‘terra’; propriamente “poco elevato da terra”. Umiltà è quindi parola legata alla terra. La terra come madre, la terra come ricchezza, la terra come natura, la terra come coltivazione, radici, frutti, esperienza.

Umiltà è la parola dimenticata dalla società del XXI secolo, spogliata del suo valore, derisa, accantonata. Sostituita da modelli distanti da lei, dalla ricerca del successo e della ricchezza, dalla supremazia degli uni sugli altri, dalla necessità di apparire superiori, dall'effetto quotidiano di presenza su un palco data dall'avvento dei social. Stupire, farsi notare, impressionare, dominare, sono diventate le parole guida delle società occidentali. Tutto questo a scapito dell'umiltà e della terra, dei piedi per terra, dell'amore per la terra e per la fatica, della necessità di fare esperienza e di sudare per crescere e migliorarsi.

Ricordo un'intervista di qualche anno fa fatta a Bruce Springsteen, il grande rocker del New Jersey, in cui la giornalista gli chiese “come ci si sente ad essere una grande Rockstar di fama mondiale per 40 anni di seguito?” e lui, umile, rispose “Ma io non sono una Rockstar, io da 40 anni salgo su un palco e recito la parte della Rockstar, se mai mi fossi considerato una Star anche un solo giorno, sarei probabilmente finito male come molti dei miei colleghi”.

Ecco in questa frase l'essenza della parola umiltà, la potenza, la sontuosità, la bellezza e la magnificenza della parola umiltà. Non c'è nulla di più forte e più coraggioso dell'umiltà, non c'è nulla di più solido e consapevole dell'umiltà, non c'è nulla di più potente e spiazzante dell'umiltà. L'umiltà in ogni sua forma e in ogni occasione in cui si manifesta è spiazzante, è una finta di Lionel Messi che lascia l'avversario sul posto e lo spettatore a bocca aperta. Solo la persona forte può essere umile, solo la persona eccellente può essere umile, solo la persona sicura di sé può manifestare l'umiltà senza ipocrisia.

Umiltà non significa quindi mancanza di qualità, non significa timidezza, non significa inettitudine, non significa “umiliazione”. Umiltà è a mio avviso il vero sinonimo di grandezza, di eccellenza, di magnanimità e di magnificenza.

Si può essere umili solo se consapevoli, se consapevoli di non sapere in stile socratico, se alla continua ricerca di conoscenza e di sapere, se si vive nella curiosità, comprendendo la meraviglia della vita e la vastità dell'universo che costringono ad essere umili. Se si esce dalla banalità, dal conformismo e dall'appiattimento, se si va in profondità e si ha come obiettivo il continuo miglioramento di se stessi non si può far altro che imbattersi nell'umiltà. Se ci si lascia pervadere dal dubbio e dalla continua ricerca (direbbe Guccini “perchè la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente”) allora non si potrà far altro che ritrovarsi con i piedi a terra, immersi e radicati nella ricchezza della natura e del pianeta, illuminati dal sole, bagnati dalla pioggia e pronti per regalare amore agli altri e impreziosire la vita.

Umile.

 

* Fondatore associazione Rousseau, Capo staff sindaca di Roma

 

 

Immagine: Ragazza tiene tra le mani un dente di leone. Crediti: Versta / Shutterstock.com

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