07 settembre 2015

Un robot-killer per salvare la Grande Barriera Corallina

L’automa, sviluppato dalla Queensland University of Technology, è stato progettato per riconoscere e uccidere, attraverso la somministrazione di un’iniezione letale, gli esemplari di stelle marine note come “corona di spine”, da molti ritenute una delle più gravi minacce alla sopravvivenza del corallo.

Ribattezzato COTSbot, il robot è munito di un GPS e di una serie di propulsori attraverso i quali può navigare a velocità di crociera mantenendosi stabilmente a un metro dal fondo del mare. È inoltre equipaggiato con un braccio meccanico estensibile, grazie al quale può agevolmente raggiungere i suoi bersagli per somministrare loro una dose letale di sali biliari. Secondo il progettista Matthew Dunbabin, COTSbot è stato “addestrato” per riconoscere alla perfezione le sue vittime, facendo affidamento su un sofisticato sistema di riconoscimento. «Gli abbiamo dato moltissimi esempi, abbiamo esplorato Youtube alla ricerca di video e gli abbiamo fornito migliaia di immagini», spiega Dunbabin: «siamo certi al 99,99% della sua affidabilità. E in caso di dubbio, lo abbiamo programmato per scattare una foto e inviarla affinché il bersaglio possa essere confermato da un ricercatore umano, il quale provvederà a inviare indietro al robot l’autorizzazione a procedere». Secondo le previsioni, il robot potrebbe essere inviato a pattugliare la barriera corallina per otto ore al giorno, compiendo più di 200 iniezioni durante il suo tragitto. «Certamente non potrà mai competere con un subacqueo umano in termini di numero di iniezioni effettuate, ma si rivelerà più costante», commenta Dunbabin. «Potrà uscire per lunghi periodi e, soprattutto, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche».

 


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