28 aprile 2016

Un trojan di nanoparticelle per combattere le allergie

Nascondere gli allergeni all’interno di un guscio composto da nanoparticelle per impedire la reazione del sistema immunitario ed evitare in questo modo le spiacevoli manifestazioni legate ad asma, febbre da fieno e altri tipi di allergie: questo l’originale espediente architettato dai ricercatori della Northwestern University Feinberg school of medicine di Chicago, che in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences hanno illustrato in che modo sia possibile camuffare gli allergeni prendendo spunto dalle caratteristiche tipiche dei trojan, ovvero una delle più comuni tipologie di malware informatico.

Un successo raggiunto grazie a un involucro di nanoparticelle programmato per avvolgere specifici antigeni (gli elementi alla base delle diverse allergie) fino a renderli completamente innocui, ovvero irrintracciabili dalle difese del sistema immunitario, la cui reazione infiammatoria viene quindi disinnescata alla radice. I ricercatori hanno sviluppato queste specifiche nanoparticelle utilizzando un polimero approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) e chiamato PLGA, che si compone in prevalenza di acido lattico e acido glicolico: in una serie di test, tali nanoparticelle sono state “caricate” con proteine di uovo e quindi iniettate all’interno di alcuni topi da laboratorio allergici all’albume. Come risultato, l’allergene è stato derubricato dal sistema immunitario a semplice detrito del sangue, e perciò eliminato naturalmente dai macrofagi senza causare alcun tipo di risposta asmatica. «È un trattamento universale che può essere riproposto sulla base della specifica allergia che si intende eliminare, dal polline alle proteine delle arachidi», commenta Stephen Miller, ricercatore della Northwestern University di Chicago e autore dello studio: «I risultati rappresentano un nuovo sistema, sicuro ed efficace, per il trattamento a lungo termine – e potenzialmente per la cura – dei pazienti caratterizzati da gravi allergie alimentari e respiratorie, e potrebbe eliminare la necessità di utilizzare regolarmente farmaci per la cura delle allergie respiratorie».

 


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