10 giugno 2014

Una speranza contro l'Ebola

Positivi i primi test di un nuovo vaccino anti-Ebola: la notizia arriva dalla University of Cambridge, dove per la prima volta alcuni scimpanzé in cattività sono stati utilizzati come cavie per sperimentare gli effetti di un medicinale destinato ad aiutare altre scimmie, e non gli esseri umani. Il virus Ebola, infatti, causa una febbre emorragica fatale per gli esseri umani, ma ancora più letale per gli altri primati: basti pensare che, secondo le ultime stime, circa un terzo della popolazione mondiale dei gorilla è stata uccisa dal virus. Da qui la necessità di sviluppare un vaccino in grado di limitare la diffusione incontrollata del contagio, salvando questi animali dall'estinzione completa. Il vaccino è stato realizzato da un team internazionale di ricercatori utilizzando dei ‘frammenti’ ricavati dal rivestimento esterno del virus: tali frammenti – che presentano una forma più blanda del virus – sono stati successivamente inoculati in alcuni scimpanzé, il cui sistema immunitario ha reagito al contagio attivando la formazione di anticorpi naturali. Questi anticorpi sono stati in seguito testati su alcune cavie (primati, ma anche topi), dimostrando una risposta positiva all'infezione. “Per troppo tempo la comunità scientifica si è schierata per il 'non-intervento', una decisione che ha causato la devastazione dell'habitat e la diffusione del contagio tra i gorilla”, afferma Peter Walsh, professore presso la Division of Biological Anthropology della University of Cambridge e autore dello studio. “Dobbiamo diventare pragmatici se vogliamo davvero salvare questi animali prima che siano spazzati via per sempre, e la vaccinazione potrebbe essere un punto di svolta”.


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