12 maggio 2017

Via della Seta: l’Italia e la sua bellezza ospiti d’onore alla Fiera del libro di Teheran

“Bellezza senza tempo” il tema scelto dall’Italia come ospite d’onore della Fiera internazionale del libro di Teheran. Un lungo lavoro, un percorso intenso per giungere ad essere il primo Paese occidentale a ricoprire un ruolo così importante, tre anni per costruire quasi dal nulla la candidatura e la partecipazione.

Nella vecchia sede della più grande fiera dell’editoria del Medioriente fu proprio la Treccani il volano del successo di oggi! I numeri attuali sono altissimi: 2282 case editrici, 110 Paesi partecipanti su un’area di 135.000 metri quadrati, quest’anno gli organizzatori sperano di superare i 5 milioni di visitatori. Nel complesso fieristico di Shahr-e-Aftab (“la  Città del Sole”), inaugurato solo l’anno scorso, libri di ogni genere, con una particolare attenzione per quelli per bambini e ragazzi, fanno da cornice grandi prati, fontane decorate da ogni specie di fiori, scalinate e colonnati, tutto un inno ai libri, uno spazio dove trascorrere intere giornate per famiglie, giovani, studenti, spesso accompagnati da trolley carichi di ogni pubblicazione. 

Per l’Italia una vera kermesse, stand ideato dall’architetto Leila Araghian, famosa per aver vinto diversi premi con il Ponte Tabiat  (Ponte della Natura) che attraversa Teheran, illuminandosi ogni notte. Per il nostro Governo hanno partecipato il sottosegretario del MAECI, On. Vincenzo Amendola e il sottosegretario del MiBACT, On. Antimo Cesaro. Proprio quest’ultimo è intervenuto il giorno dell’inaugurazione, davanti al Presidente del Parlamento iraniano, ῾Ali Lārijāni, portando il saluto del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Grande risalto sulla stampa iraniana e sui circuiti televisivi, prova tangibile dell’interesse per il nostro Paese e per la nostra cultura. Una galleria di ospiti per gli incontri con autori iraniani e con il variegato pubblico della fiera: Valerio Massimo Manfredi, Michele Serra, Melania Mazzucco, Alessandro Barbero, Valerio Magrelli, Guido Scarabottolo, Marco Belpoliti, Gianni Biondillo, Luca Novelli, Michela Murgia, Beatrice Masini e Marcello Nardis. Un programma fitto e vario, con un giorno dedicato alla nostra lingua e ai bambini con la collaborazione creativa della Scuola Pietro Della Valle di Teheran. Musica d’autore italiana eseguita dagli Anam, un terzetto di giovani e talentuosi musicisti iraniani appassionati dei grandi cantautori del nostro Paese. Molte le visite entusiaste al Padiglione italiano da parte delle istituzioni iraniane, primo fra tutti il ministro della Cultura Amiri Salehi, diverse delegazioni straniere e numerosi  rappresentanti dei corpi diplomatici e poi tanti, tantissimi giovani affascinati dalla nostra lingua e dalla nostra cultura.

Un evento che ha visto collaborare oltre al MAECI e il MIBACT, anche il ministero dello Sviluppo, l’ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il Centro per il libro e la lettura, l’Associazione italiana editori e naturalmente l’Ambasciata d’Italia a Teheran, promotrice dell’Italia come ospite d’onore. Finalmente il pubblico ha potuto comperare libri in italiano, corsi di lingua, dizionari e atlanti, autori italiani tradotti in fārsī e pubblicazioni italiane di scrittori persiani. La collaborazione con il gruppo editoriale Book City ha, infatti, reso possibile realizzare un vero bookshop italiano.

Grande risalto anche per la mostra presso la Biblioteca nazionale di Teheran intitolata Libri sulla Via della Seta. Da Roma a Teheran, esposizione di 39 opere rare e di pregio provenienti dalla Biblioteca Angelica di Roma.

Il motto della Fiera di Teheran di quest’anno è “Leggere un libro di più”; sicuramente gli iraniani hanno letto dei libri in più, dei libri italiani; la nostra lingua, i nostri autori hanno riecheggiato nel grande salone della fiera, nelle case, in ogni luogo possibile. L’Italia rappresenta non solo la bellezza ma anche l’eccellenza, la cultura, il buon vivere, la tradizione, la Storia, cose che uniscono da secoli due grandi civiltà come l’Iran e l’Italia.

La diplomazia della cultura vince sempre e ovunque.

 

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