28 ottobre 2016

Viaggio a Karkemish: un sito archeologico sul fronte di guerra

Karkemish è uno dei siti archeologici più importanti del Medio Oriente: si trova al confine tra Turchia e Siria, in un luogo che fino a poco tempo fa era controllato dall’IS. Anticamente era una città ricca e fiorente, costruita sulle rive del fiume Eufrate e controllava gli scambi commerciali tra la costa siriana e la Mesopotamia. Ha una storia antichissima che va dall’epoca preistorica (5000 a.C.), passando per la dominazione ittita, assira, fino a quella romana. Il sito è stato scoperto nel 1876 dallo studioso inglese Smith e in seguito, tra il 1911 e il 1914, la spedizione capeggiata da Lawrence d'Arabia ha riportato alla luce i resti di una delle più importanti capitali dell’antichità. Dal 2011 un gruppo di archeologi italiani dell’Università di Bologna, diretti dal professor Nicolò Marchetti, in collaborazione con i colleghi turchi delle università di Istanbul e di Gaziantep, ha ripreso gli scavi, ritrovando nella casa dove alloggiava il leggendario Lawrence d'Arabia un tesoro ricchissimo di reperti archeologici, costituito da bassorilievi, sculture e fregi antichissimi. Era un vero e proprio laboratorio, dove gli oggetti rinvenuti venivano catalogati e fotografati. Inoltre, durante gli scavi è stato ritrovato un pozzo, dove i popoli conquistatori gettavano diversi generi di manufatti appartenuti alle popolazioni sottomesse, in modo da distruggere ogni traccia del loro passato. La scoperta, sensazionale e senza precedenti, aiuterà gli archeologi a ricostruire la storia e la quotidianità delle civiltà che si sono susseguite in questa regione. L’obiettivo di questa importante spedizione riguarda infatti - attraverso lo scavo dell’Acropoli, delle strade romane e di altri edifici - il rinvenimento dei resti e delle stratificazioni appartenenti alle età precedenti, che possa così aiutare gli studiosi a ricomporre i tasselli della lunghissima storia di Karkemish. Una volta terminato questo progetto di scavi, il governo turco ha comunicato di voler istituire su questa area un grande parco archeologico da collegare al parco naturale dell’Eufrate, già esistente da diversi anni.

 


0