23 marzo 2020

Virtù virali. Del bene di sé diffusivo

 

Il male si diffonde, e talvolta sembra prevalere. E tuttavia, come insegna Jean Starobinski nel suo saggio Azione e reazione (Einaudi 2001), a ogni spinta, nella società, in una direzione esiste una reazione opposta di contrappeso, tendente a riportare l’equilibrio momentaneamente sbilanciato.

Così va letto anche il tempo presente, epidemico certo, e pieno di sofferenza; e tuttavia  ‒ poiché «ogni bene è di sé diffusivo» (s. Tommaso nel Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo), esso va riconosciuto e praticato: come mostrano, nel male, tutti i modi di opporsi ad esso: l’abnegazione dei medici e infermieri, la dedizione al lavoro di coloro che provvedono ai nostri bisogni primari, il rinascere di curiosità per la scuola ‒ grazie alle lezioni e ai compiti trasmessi a casa –  anche da parte dei genitori; chissà, il piacere della lettura e del silenzio.

Ultimo grande vantaggio: un bene virale non è mai nocivo, ed è contagioso più del male, perché suscita spesso una sana emulazione (come testimoniano le quasi 8.000 disponibilità per 300 posti urgenti di medici richiesti dalla Protezione civile); non ha bisogno di rimedi e si può esercitare anche se, e ancor più se, confinati. Parafrasando la Lettera ai Romani e le meditazioni su essa di s. Agostino, possiamo dire: «Ubi abundavit malum, superabundavit gratia» (Rom. 5, 20), dove ha abbondato il male, lì eccederà la grazia. Non praevalebunt.

 

Le Virtù virali pubblicate su Atlante

1. Del bene di sé diffusivo

2. Pazienza

3. Simpatia

4. Dedizione

5. Estro

6. Responsabilità

7. Cordialità

8. Obbedienza

9. Tatto

10. Sobrietà

11. Ironia

12. Dolcezza

 

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Immagine: Effetto Coronavirus, un militare in una piazza Fontana di Trevi senza turisti, Roma (10 marzo 2020). Crediti: Em Campos / Shutterstock.com

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