19 aprile 2020

Virtù virali. Obbedienza

 

L’appuntamento con le Virtù virali di Carlo Ossola è fissato per il giovedì e la domenica di ogni settimana, in ideale dialogo con il Trattato delle piccole virtù. Breviario di civiltà, uscito presso Marsilio nel 2019.

 

Sono figlio della generazione che crebbe con don Milani: L’obbedienza non è più una virtù (L.E.F., 1967). Un gruppo di cappellani militari toscani aveva, nel 1965, dichiarato “insulto” alla Patria l’“obiezione di coscienza”; don Milani reagì con quel pamphlet e fu processato, sebbene esistesse la Legge 8 novembre 1966, n. 1033, «concernente il rinvio e la dispensa dal servizio di leva per i cittadini che prestino servizio volontario civile in Paesi in via di sviluppo» (Legge Pedini). Con il tempo il servizio civile non fu più un’eccezione, e dal 1° gennaio 2005 l’obbligatorietà della leva militare è cessata.

 

L’obbedienza tuttavia non è effetto di un ordine: ma è un consentire avvertito. Obbedire non è servire, osservava Étienne de La Boétie: «è fuor di dubbio che se noi vivessimo secondo i diritti che la natura ci ha dato e con gli insegnamenti che ci ha impartito, noi saremmo naturalmente obbedienti ai genitori, soggetti alla ragione, servi di nessuno» (Discours de la servitude volontaire). Montaigne, che gli era amico, porta il ragionamento alle estreme conseguenze: «La religione cristiana ha tutti i tratti di estrema giustizia e utilità; ma nessuno più evidente che l’esatta raccomandazione dell’obbedienza alle leggi e il mantenimento delle consuetudini. Quale meraviglioso esempio ci ha lasciato la sapienza divina, la quale, per fondare la salvezza del genere umano e condurre la sua gloriosa vittoria contro la morte e il peccato, non ha voluto farlo che sottoponendosi all’arbitrio del nostro ordine politico; sottomettendo il farsi e il compiersi di un così alto e salvifico effetto alla cecità e iniquità delle umane tradizioni e usanze, lasciando scorrere sangue innocente» (Essais, I, 23: De la Coustume et de ne Changer Aisément une Loy Receue).

 

Obbedienti non si è, si diviene («oboediens factus», dice la lettera ai Filippesi, II, 8) non solo per disciplina e umiltà, come suggeriscono le leggi monastiche, ma per non dover consentire che a princìpi divenuti virtù propria, come mirabilmente medita, nel più profondo della propria prigione, il conte di Montecristo: «Se fuori c’è il passato, forse il futuro si concentra nel punto più interno dell’isola d’If, cioè la via d’uscita è una via verso il dentro» (Italo Calvino, Il conte di Montecristo, 6). Vivere-insieme (anche nel ridotto di un appartamento) non cercando più l’“avvenimento”, che vien di fuori: «Fantasticare il Vivere-Insieme come quotidianità, rifiutare, respingere l’avvenimento […]. Prescrizioni di Pacomio: nessuna intrusione di eventi nella comunità» (Roland Barthes, Comment vivre ensemble), se non l’essere qui, nell’ascolto.

 

 

Le Virtù virali pubblicate su Atlante

 

1. Del bene di sé diffusivo

2. Pazienza

3. Simpatia

4. Dedizione

5. Estro

6. Responsabilità

7. Cordialità

8. Obbedienza

9. Tatto

10. Sobrietà

11. Ironia

12. Dolcezza

 

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Immagine: Beato Angelico, Annunciazione. Crediti: Museo Nazionale di San Marco, Convento di San Marco, Firenze [pubblico dominio], attraverso it.m.wikipedia.org
 

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