28 ottobre 2013

Youtube Music Awards, la musica ai tempi di Internet

Internet non ha cambiato soltanto la musica – la sua produzione e diffusione, innanzitutto – ma è diventato soprattutto il terreno su cui veramente si gioca il successo di un brano, di un album, di un artista. Si pensi a Lady Gaga o al Gangnam style, ad artisti e canzoni che hanno conquistato la ribalta del web attraverso YouTube, un territorio libero e caotico in cui ogni aspirante musicista può sottoporsi al giudizio di circa un miliardo di utenti. Per questo il 3 novembre si terrà a New York la prima edizione di YouTube Awards, il nuovo concorso (voluto fortemente da Google) volto a celebrare i più significativi 'fenomeni' (musicali, ma non solo) esplosi nell’ultimo anno sul web. Tra le sei categorie in gara, quella che raccoglie il maggior numero di celebrità è il “Video dell’anno”, dove si sfideranno artisti affermati e particolarmente amati dalle nuove generazioni (certamente la fetta più ampia del pubblico ‘virtuale’) come Justin Bieber, gli One Direction e Miley Cyrus. Eppure, a cercare bene tra i candidati, si trovano delle piacevoli novità, con le quali YouTube ha voluto rendere omaggio a progetti bizzarri e video virali che hanno contraddistinto l’ultima stagione, come la fortunata serie (a metà tra musica e satira) chiamata Epic Rap Battles Of History, in cui due personaggi noti si fronteggiano 'suonandosele di santa ragione' a colpi di rime – il più celebre dei suoi episodi, che ha contato ben 75.000.000 di visualizzazioni, è stato “Barack Obama vs Mitt Romney”. YouTube sa che molto del suo successo si fonda sulla partecipazione dei propri iscritti, in termini non solo di visualizzazioni ma anche e soprattutto di contributi spontanei. Per questo una categoria specifica degli YouTube Awards (“Video risposta dell’anno”) è stata interamente dedicata ai migliori remix, parodie o cover ispirati da un video più o meno celebre: si pensi per esempio alle innumerevoli imitazioni del Gangnam style o al fenomeno globale dell’Harlem Shake per comprendere l’interesse del ‘tubo’ (e ovviamente di Google) a coinvolgere e premiare coloro che maggiormente hanno contribuito all’affermarsi di questo fenomeno di massa.


0