23 giugno 2014

YouTube dichiara l’embargo

YouTube dichiara guerra alle case discografiche indipendenti. Pomo della discordia: Music Pass, il nuovo servizio di streaming che la casa madre Google ha annunciato per la fine dell’estate. Se il braccio di ferro dovesse continuare, YouTube ha annunciato l’intenzione di rimuovere i video incriminati, tra cui spiccano le hit firmate da Adele, Radiohead e Arctic Monkeys.Tra quanto avverrà la rimozione? “Nel giro di qualche giorno”, risponde laconicamente Robert Kyncl, responsabile economico di YouTube, che preme affinché le case discografiche “ribelli” decidano finalmente di sottoscrivere il nuovo contratto. A guidare la sparuta fronda – secondo YouTube, il 95% delle etichette ha già acconsentito ai nuovi termini – ci sarebbero la XL Recordings, depositaria dei diritti di Adele e dei Radiohead, e la Domino, che cura gli interessi degli Arctic Monkeys e dei Franz Ferdinand: autori di peso, insomma, di cui difficilmente si riesce a ipotizzare la scomparsa dal più utilizzato servizio di streaming nel mondo. E infatti molti dei contenuti imputati potrebbero rimanere disponibili attraverso canali diversi, come per esempio Vevo. Lo scontro verte in particolar modo sulla ricontrattazione dei compensi economici offerti da Google a ridosso del lancio di Music Pass, in sostanza una versione “premium” che integra YouTube con una funzione download, permettendo agli utenti di scaricare i video direttamente sul proprio dispositivo. Termini giudicati offensivi da molti artisti, non ultimo Ed O'Brien, chitarrista dei Radiohead, che accusa il colosso di Mountain View di usare il pugno di ferro verso le case discografiche più piccole affinché accettino senza proteste guadagni più bassi. “Abbiamo aiutato e continueremo ad aiutare YouTube a comprendere l’importanza della musica indipendente in qualsiasi servizio streaming e come questa offerta deve perciò essere valutata adeguatamente”, afferma Alison Wenham, direttore della Worldwide Independent Network, organo di rappresentanza delle etichette indipendenti, secondo il quale YouTube “sta commettendo un grave errore commerciale e ancor peggio non sembra comprendere il mercato attuale.”


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