09 dicembre 2013

Bitcoin? È come la “bolla dei tulipani”

“Prima o poi la facciata cadrà. Questa bolla è come la ‘mania dei tulipani’, anzi peggio: alla fine, nel bene o nel male, ottenevi comunque un tulipano, mentre con i titoli tecnologici non ottieni niente.” Sono dure le parole scelte dall’ex presidente della Dutch Central Bank, Nout Wellink, per descrivere il fenomeno dei Bitcoin, la valuta virtuale creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

Durante un incontro con gli studenti dell’Università di Amsterdam, Nout Wellink ha fatto esplicito riferimento alla “bolla dei tulipani” (o “tulip mania”) che, scoppiata durante il 17° secolo, fu forse la prima bolla speculativa documentata nella storia del capitalismo. A partire dal 1636, infatti, il bulbo di tulipano cominciò a raggiungere un prezzo impressionante, fino a diventare il quarto prodotto di esportazione dei Paesi Bassi. Nel corso di quattro anni il prezzo dei tulipani aumentò di 200 volte, tanto che, al termine della bolla, il costo di un singolo bulbo raggiungeva dieci volte il salario annuale di un lavoratore. Poi, improvvisamente, in un solo mese il prezzo dei tulipani calò a picco, riducendo da un giorno all’altro ricchi patrimoni in cenere.

I commenti di Wellink sembrano seguire la linea dettata recentemente dalla Dutch Central Bank, che più volte ha richiamato l’attenzione verso i rischi derivati dall’utilizzo di monete virtuali come i Bitcoin, accusate di violare le leggi dell’istituto di vigilanza finanziaria olandese, secondo il quale il tasso di cambio di queste valute è troppo volatile, senza che – inoltre – ci sia un’emittente centrale che possa essere ritenuta legalmente responsabile di truffe o abusi.


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