20 febbraio 2012

Di difficile lettura

Le biblioteche italiane sono fra le meno frequentate di Europa; le utilizza soltanto l’11,7% della popolazione, a fronte di un dato medio europeo del 35%. Le origini di questo divario sono di diversa natura, ma certamente incide anche la qualità complessiva del servizio che viene proposto. Le due Biblioteche Nazionali Centrali hanno bilanci (1,5 milioni quella di Roma e 2 milioni quella di Firenze), molto inferiori a quelli di analoghe istituzioni europee: Bibliothèque Nationale di Parigi 254 milioni, British Library di Londra 160 milioni, Biblioteca Nacional di Madrid 52 milioni. Le prospettive per il 2012 non sono certo incoraggianti. La situazione delle biblioteche di base, che era già critica, soprattutto al Sud, rischia di precipitare poiché diminuiscono drasticamente le risorse che gli enti locali mettono a disposizione. Ma è a rischio anche il ruolo delle 46 biblioteche statali che dipendono dal ministero per i Beni culturali: i fondi sono stati dimezzati nel giro di pochi anni. I tagli più consistenti riguardano proprio le somme destinate all’acquisto dei libri, che nel 2012 si ridurranno da 8 milioni a 3 milioni di euro. In questa già difficile situazione, si inserisce la nuova normativa che regola l’acquisto di libri da parte di biblioteche, archivi, musei pubblici, istituzioni scolastiche e università: la nuova legge stabilisce una percentuale massima di sconto nella misura del 20% sul prezzo di vendita fissato dall’editore. Finora le biblioteche erano riuscite ad ottenere condizioni molto più favorevoli; il divario con l’Europa sembra destinato ad accentuarsi.


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