20 febbraio 2012

La grande astrazione celeste: quando le vie della seta portano a Roma

L’immagine senza immagine. Con questo apparente paradosso Achille Bonito Oliva, curatore dell’evento, tenta di sintetizzare la cifra che accomuna i 15 pittori cinesi in mostra al Macro, a Roma, fino al 15 gennaio 2012. La grande astrazione celeste. Arte cinese del XXI secolo raccoglie opere provenienti dalla rassegna curata appunto da Bonito Oliva al National Art Museum of China di Pechino nel 2010: sono rappresentati artisti di generazioni diverse (nati tra il 1944 e il 1972) e questo consente di seguire gli sviluppi e le diverse declinazioni dell’arte astratta a partire degli anni Settanta, con la scoperta di singolari terreni comuni tra Oriente e Occidente, pur con le peculiarità specifiche della sensibilità cinese. Siamo ben lontani infatti da qualsiasi concessione al facile esotismo, al repertorio di sapore postcoloniale. La creatività finalmente liberata, per tornare ancora alle parole del curatore, produce una pittura “sedata”, “filtrata dal taoismo”, che ricerca uno stato di sospeso equilibrio. La grande astrazione celeste inaugura una serie di iniziative, mostre, conferenze e altro ancora, che si susseguono da gennaio a marzo 2012 in varie sedi cittadine nell’ambito della Biennale internazionale di cultura Le vie della seta, dedicata ai paesi del medio ed estremo Oriente. Ancora pittura dunque, ma anche fotografia e archeologia; ancora arte cinese contemporanea, ma anche pittura coreana, artisti indonesiani, una mostra fotografica su Pechino, tesori archeologici dall’Azerbaigian e dalla Georgia, un itinerario fotografico di 12.000 chilometri a dorso di cammello tra Xian e Istanbul. Dopodiché forse anche l’estremo Oriente sembrerà un po’ più vicino.


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