19 ottobre 2021

Ballottaggi: al centrosinistra Roma e Torino, al centrodestra Trieste

Il Partito democratico e il centrosinistra accolgono con soddisfazione l’esito dei ballottaggi del 17-18 ottobre 2021. Il nuovo sindaco di Roma sarà Roberto Gualtieri, che con il 60,15% dei voti si impone contro Enrico Michetti, mentre a Torino prevale il candidato progressista Stefano Lo Russo con il 59,23% dei voti contro il 40,77% di Paolo Damilano. Vince invece il centrodestra a Trieste con Roberto Dipiazza che si aggiudica il 51,3% dei voti contro il 48,7% di Francesco Russo. Considerando che al primo turno i canditati del centrosinistra si erano affermati a Milano con Giuseppe Sala, a Napoli con Gaetano Manfredi e a Bologna con Matteo Lepore, si ha l’impressione di una chiara tendenza dell’elettorato italiano a favore delle forze progressiste. Gli osservatori però restano cauti nel generalizzare su un piano nazionale i risultati delle elezioni amministrative a fronte di alcuni rilevanti fattori.

In primo luogo, i sondaggi sulle intenzioni di voto rispetto alla politica nazionale realizzati in contemporanea con i ballottaggi delle elezioni comunali indicano ancora una prevalenza dei partiti del centrodestra. Ma se queste possono essere indicazioni illuminanti ma non decisive, perché alla fine i voti sono voti e i sondaggi sono solo sondaggi, c’è un altro dato che segna l’esito di questa tornata elettorale con la sua brutale evidenza: la percentuale dei votanti è stata notevolmente bassa, passando dal 52,7% del primo turno al 43,9% del ballottaggio. La flessione è netta anche rispetto alle elezioni del 2016 quando al primo turno aveva votato il 59,94% e ai ballottaggi il 50,54%. Un’analisi più circostanziata del voto porta inoltre a pensare che siano stati proprio i settori più in difficoltà su un piano economico ad astenersi, probabilmente non sentendosi rappresentati, nelle loro esigenze e nelle loro urgenze, dagli schieramenti politici. Questi fenomeni si incrociano con le tensioni innescate dai provvedimenti adottati dal governo Draghi per contenere la pandemia che non hanno avuto consenso unanime; una sfida importante per gli amministratori locali che possono, con la loro azione, tentare di riavvicinare i cittadini delusi e sfiduciati alla partecipazione e alla politica. Un’astensione così ampia sembra collegata non a una generica indifferenza ma a rabbia e a insoddisfazione rispetto a situazioni che appaiono senza una via di uscita. Rimane comunque il dato politico che grandi città italiane come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna saranno amministrate da giunte di centrosinistra nella difficile fase di fuoriuscita dalla pandemia e dovranno provare a dare risposte soprattutto a quei settori della società che si sentono penalizzati e non rappresentati. Il quadro che esce da questa tornata elettorale non rappresenta comunque il ritorno al bipolarismo che qualche osservatore aveva preconizzato; l’assestamento in questa direzione appare solo parziale e il quadro politico generale è ancora in movimento.

 

Immagine: Roberto Gualtieri (15 settembre 2017). Crediti: Photo: Raul Mee (EU2017EE) [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com

0