20 novembre 2017

Caos in Liberia: ballottaggio annullato

Lo scorso 10 ottobre si è svolto il primo turno delle elezioni presidenziali in Liberia. Nessuno dei due candidati favoriti, George Weah (Coalizione per il Cambiamento democratico) e Joseph Boakai (Partito dell’unità), è riuscito a conquistare la maggioranza assoluta e ad aggiudicarsi subito la vittoria.

Weah, l’unico calciatore africano ad aver conquistato il Pallone d’Oro e indimenticato attaccante del Milan, ha ottenuto il 38,4% dei voti, mentre Boakai, il vicepresidente uscente, si è fermato al 28,8%. Il 7 novembre si sarebbe dovuto svolgere il ballottaggio ma la Corte Suprema ha ordinato la sospensione del processo elettorale, accogliendo il ricorso del candidato arrivato terzo con il 9,6% dei voti, Charles Brumskine. Una sentenza della Corte Suprema di Monrovia, infatti, ha incaricato la commissione elettorale nazionale di esaminare le rimostranze di Brumskine, secondo il quale la procedura elettorale si è svolta illegalmente, prima di poter procedere al round finale per l’elezione del nuovo presidente e per il rinnovo del Parlamento della più antica repubblica africana.

Le accuse di Brumskine non sembrano campate in aria dal momento che anche Weah aveva denunciato evidenti brogli elettorali che avrebbero favorito Boakai. Il presidente uscente (in carica dal 2006) e premio Nobel per la pace, Ellen Johnson Sirleaf, prima donna africana ad aver mai occupato una carica così prestigiosa e ad essere stata democraticamente eletta, avrebbe commesso gravi interferenze nelle votazioni a favore di Boakai. Recentemente era già finita nell’occhio del ciclone anche perché il suo nome comparirebbe più volte tra le carte dello scandalo dei “Paradise papers”.

Nonostante abbia promosso numerose riforme economiche e sociali la popolarità della Sirleaf era in netto calo all’interno del Paese, tanto da spingerla a non ricandidarsi alla presidenza. Da una parte bisogna riconoscere alla Sirleaf il merito di aver impresso una forte impronta democratica allo Stato, come molto raramente accade nel continente africano, riuscendo a riportare la pace e la stabilità e a garantire la transizione democratica dopo 14 anni di sanguinosa guerra civile. Dall’altra parte, però, la Sirleaf non è riuscita a debellare le disuguaglianze socio-economiche, di genere e la disoccupazione giovanile.

Sebbene le prospettive di crescita, stimate dalla Banca Mondiale al 3,6% nel 2019, siano rassicuranti, l’economia risente ancora delle conseguenze devastanti dell’epidemia di ebola del 2014. Adesso la sospensione del ballottaggio lascia la Liberia in uno stato di incertezza. La speranza è che, seppur con un po’ di ritardo, il processo elettorale rimanga integro in maniera tale che il popolo possa far sentire la propria voce in nome del consolidamento della democrazia.  


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