5 marzo 2020

Chiusura scuole e altre misure per contrastare l’epidemia di Covid-19

Secondo il bollettino emesso mercoledì 4 marzo dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sono 3.089 in Italia i pazienti registrati come contagiati dal Covid-19. Di questi, 2.706 sono casi attualmente attivi; le vittime totali sono state finora 107, di cui 28 nelle ultime 24 ore. La Lombardia resta la regione più colpita dai contagi, con 1.497 casi registrati finora e 73 vittime; sono 516 i casi segnalati in Emilia-Romagna, 345 in Veneto, 80 nella Marche, 82 in Piemonte, 31 in Campania. Le vittime sono state 73 in Lombardia, 22 in Emilia-Romagna, 6 in Veneto, 4 nelle Marche, una in Liguria e una in Puglia

Complessivamente, a livello mondiale, i casi sono 95.120 di cui 80.409 in Cina, 5.766 in Corea del Sud, 2.922 in Iran.

Nella serata di mercoledì 4 marzo è stata diffusa la bozza del nuovo decreto del governo italiano contenente misure ulteriori rispetto a quelle già in vigore per contenere il contagio. Sono sospese le attività didattiche su tutto il territorio nazionale nelle scuole di ogni ordine e grado fino al 15 marzo; sospesi anche congressi, meeting e manifestazioni, comprese quelle sportive. Viene inoltre sottolineata la necessità di mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone, di evitare i contatti fisici ravvicinati anche brevi come strette di mano e abbracci. Particolari precauzioni vengono raccomandate agli anziani e alle persone affette da patologie croniche, affinché riducano la loro mobilità evitando soprattutto i luoghi affollati.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha esortato i cittadini a collaborare senza creare allarmismi, specificando che la preoccupazione del governo è soprattutto legata al sovraccarico che potrebbe crearsi rispetto alle necessità dei cittadini di ricorrere alla terapia intensiva. Un invito a non creare allarmismi, ma al tempo stesso a prendere ragionevoli misure di prevenzione viene dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che pubblica una serie di tweet in cui il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, chiarisce alcuni dubbi, mettendo in evidenza le differenze fra il Covid-19 e le normali influenze.

Il Covid-19 è un virus con caratteristiche uniche e non può essere del tutto assimilato a una normale influenza; le modalità di trasmissione sono simili, ma il contagio dell’influenza è più facile anche perché l’influenza è più frequentemente asintomatica. Il Covid-19 ha però conseguenze più gravi e nel 3,4 % dei casi ha provocato il decesso a fronte di percentuali inferiori all’1% che hanno in media le influenze stagionali. Inoltre, la differenza principale è che trattandosi di un virus nuovo nessuno ha sviluppato immunità, come invece avviene per i normali virus influenzali; non esistono inoltre vaccini e terapie specifiche. Ghebreyesus ha rassicurato le persone sullo sforzo della comunità scientifica internazionale, che sta collaborando per approntare in tempi relativamente brevi vaccini e terapie.

 

                               La diffusione del Coronavirus in Italia e nel mondo

 
Immagine: Precauzioni straordinarie contro il contagio da Coronavirus nell’aeroporto di Bergamo (22 febbraio 2020). Crediti: praszkiewicz / Shutterstock.com

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