8 marzo 2020

Coronavirus in Italia. Impennata nel numero dei contagi e delle vittime

È il dato peggiore dall’inizio dell’emergenza quello dei decessi registrati per il Coronavirus nelle ultime 24 ore. Il numero delle vittime è ora di 366, 133 in più rispetto a ieri, 267 nella sola Lombardia, che rimane la regione più colpita con 4.189 casi registrati. Seguono, secondo il bollettino diffuso alle ore 18 di oggi dalla Protezione civile, l’Emilia-Romagna con 1.180 casi, il Veneto con 670, il Piemonte con 370 casi, le Marche con 272, 166 in Toscana, 87 nel Lazio, 101 in Campania, 78 in Liguria, 57 in Friuli-Venezia Giulia, 53 in Sicilia, 40 in Puglia, 26 in Umbria, 14 in Molise, 23 nella Provincia autonoma di Trento, 17 in Abruzzo, 9 nella Provincia autonoma di Bolzano, 9 in Valle d’Aosta, 11 in Sardegna, 9 in Calabria, 4 in Basilicata. 

 

Alla luce del considerevole aumento dei contagi in alcune aree del Paese il governo ha deciso si attuare importanti misure restrittive della possibilità di movimento delle persone. Nella notte è stato firmato il decreto che, in ragione dell’emergenza in atto, consente l’ingresso e l’uscita dai territori individuati solo per motivi gravi e «comprovati», di lavoro o di famiglia. Le province interessate dal provvedimento, in vigore fino al 3 aprile prossimo, sono: Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli e Asti.

 

Alle conseguenze pesanti dell’epidemia sul fronte sanitario si sommano i timori delle ricadute economiche: Moody’s, prevedendo una contrazione del PIL nel primo trimestre 2020, sostiene che «L’economia italiana è probabilmente in recessione»; le Borse di tutta Europa hanno chiuso la seduta di venerdì in forte perdita, bruciando in un solo giorno oltre 300 miliardi di euro.

 

«L’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo», ha sottolineato giovedì scorso il presidente Mattarella in un messaggio al Paese. Un momento che «richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus: nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società, nei mezzi di informazione». «Supereremo la condizione di questi giorni ‒ ha proseguito proseguito il presidente ‒ anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie».

 

                         

            Dichiarazione del Presidente Mattarella sull'emergenza coronavirus (Presidenza della Repubblica Italiana Quirinale)
 

Nella serata di mercoledì 4 marzo è stata diffusa la bozza del decreto del governo italiano contenente misure ulteriori rispetto a quelle già in vigore per contenere il contagio. Sono sospese le attività didattiche su tutto il territorio nazionale nelle scuole di ogni ordine e grado fino al 15 marzo; sospesi anche congressi, meeting e manifestazioni, comprese quelle sportive. Viene inoltre sottolineata la necessità di mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone, di evitare i contatti fisici ravvicinati anche brevi come strette di mano e abbracci. Particolari precauzioni vengono raccomandate agli anziani e alle persone affette da patologie croniche, affinché riducano la loro mobilità evitando soprattutto i luoghi affollati.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha esortato i cittadini a collaborare senza creare allarmismi, specificando che la preoccupazione del governo è soprattutto legata al sovraccarico che potrebbe crearsi rispetto alle necessità dei cittadini di ricorrere alla terapia intensiva. Un invito a non creare allarmismi, ma al tempo stesso a prendere ragionevoli misure di prevenzione viene dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che pubblica una serie di tweet in cui il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, chiarisce alcuni dubbi, mettendo in evidenza le differenze fra il Covid-19 e le normali influenze.

Il Covid-19 è un virus con caratteristiche uniche e non può essere del tutto assimilato a una normale influenza; le modalità di trasmissione sono simili, ma il contagio dell’influenza è più facile anche perché l’influenza è più frequentemente asintomatica. Il Covid-19 ha però conseguenze più gravi e nel 3,4 % dei casi ha provocato il decesso a fronte di percentuali inferiori all’1% che hanno in media le influenze stagionali. Inoltre, la differenza principale è che trattandosi di un virus nuovo nessuno ha sviluppato immunità, come invece avviene per i normali virus influenzali; non esistono inoltre vaccini e terapie specifiche. Ghebreyesus ha rassicurato le persone sullo sforzo della comunità scientifica internazionale, che sta collaborando per approntare in tempi relativamente brevi vaccini e terapie.

 

                               La diffusione del Coronavirus in Italia e nel mondo

 

Immagine di copertina: Uso della mascherina contro il contagio da Coronavirus a Milano (22 febbraio 2020). Crediti: praszkiewicz / Shutterstock.com

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