12 marzo 2020

Covid-19 in Germania, cresce la preoccupazione

La comunicazione del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus in cui si valutava il Covid-19 come situazione pandemica, denunciava sia la diffusione e la gravità dell’epidemia sia «livelli allarmanti di inazione». Le autorità politiche dei diversi Paesi hanno comprensibili difficoltà ad adottare misure drastiche sulla mobilità dei cittadini preventivamente, prima del dilagare dei casi.

L’esperienza di alcuni Paesi, in primo luogo la Cina e, per quanto riguarda l’Europa, l’Italia, sta portando rapidamente a nuovi livelli di consapevolezza. La diffusione del Covid-19 in Europa ha subito nei giorni scorsi una drammatica impennata, arrivando all’11 marzo con 12.462 casi in Italia, 2.284 in Francia, 2.277 in Spagna, 1.966 in Germania.

Angela Merkel ha espresso viva preoccupazione per quello che potrebbe succedere in Germania nelle prossime settimane; in assenza di vaccini e di cure consolidate, il 70% della popolazione è a rischio di contagio. Secondo la cancelliera, evitare che l’epidemia in qualche modo si diffonda nel Paese non è possibile, ma è necessario contenerla nei suoi effetti; l’obiettivo del governo tedesco è quello di ritardare i tempi di diffusione del contagio e di scongiurare una pressione eccessiva sul sistema sanitario.

A questo proposito, il ministro della Salute Jens Spahn ha ricordato che la Germania dispone di 28.000 posti in rianimazione, dotati di apparecchi per la respirazione artificiale, quindi il Paese è in grado di reggere un impatto elevato del Covid-19, ma un’esplosione incontrollata metterebbe in difficoltà il sistema. La preoccupazione in Germania è adesso elevata nonostante il numero dei morti sia molto basso rispetto ai casi totali: sono 3 le persone decedute a causa del contagio e rappresentano una percentuale molto diversa rispetto all’Italia, che ha avuto 827 vittime, ma anche alla Francia, dove ci sono state 48 vittime e alla Spagna dove sono state 55, di cui molte nella zona di Madrid.

Il caso tedesco non ha però origini misteriose; l’età media dei contagiati è molto bassa in confronto a quella degli altri Paesi. In Italia l’età media dei casi individuati è di 60 anni e quella delle persone decedute è di 80 anni. In Germania invece il 70% dei casi ha un’età oscillante fra i 20 e i 50 anni e l’età media è 40 anni; anche in Germania i decessi hanno riguardato persone molto anziane. Le percentuali sui decessi sono condizionate dalle situazioni particolari dei primi focolai in cui si manifesta l’epidemia: in Germania uno dei punti di diffusione è stata una festa di carnevale che si è svolta il 15 febbraio nella cittadina di Heinsberg, nel Nord Reno-Westfalia, che è la regione più colpita, insieme alla Baviera e al Baden Wüerttemberg. È probabile che nel medio periodo la percentuale delle vittime sul numero totale dei contagiati tenda a diventare omogenea nei diversi Paesi.

 

                         TUTTI GLI ARTICOLI SUL CORONAVIRUS

 

Immagine: Angela Merkel (10 febbraio 2020). Crediti: photocosmos1 / Shutterstock.com

0