11 gennaio 2022

David Sassoli: l’impegno per l’Europa nello spirito di Ventotene

La notizia della morte del presidente del Parlamento europeo David Sassoli nel Centro di riferimento oncologico di Aviano è arrivata nelle primissime ore dell’11 gennaio attraverso un tweet del suo portavoce. I problemi di salute erano iniziati nello scorso settembre, con una polmonite da legionella che aveva reso necessario un primo ricovero e lo aveva costretto, anche in seguito, ad annullare alcuni impegni istituzionali e a seguire da remoto, per un periodo, le attività parlamentari. Arrivato quasi alla fine del suo mandato Sassoli, 65 anni, aveva continuato a svolgere con impegno il suo lavoro nonostante le difficoltà, soprattutto in vista del passaggio di consegne con il suo successore; aveva ripreso infatti le attività in presenza non appena possibile, fino a che una complicanza dovuta a una grave disfunzione del sistema immunitario non ha provocato una ricaduta.

Presidente del Parlamento europeo dal 3 luglio 2019, quando era stato eletto con 345 voti, era arrivato a Strasburgo dopo una lunga carriera come giornalista; nato a Firenze ma romano di adozione, dopo i primi passi in giornali locali e agenzie giornalistiche, aveva esordito con il Giorno per poi passare nel 1992 alla televisione, prima come inviato del TG3, poi come conduttore di trasmissioni di approfondimento, anche in collaborazione con Michele Santoro, in seguito come inviato del TG1, fino a diventare il volto familiare alla conduzione del TG1, di cui divenne anche vicedirettore nel 2007. È stato anche tra i fondatori dell’associazione Articolo 21, fondata nel 2002 con lo scopo di difendere la libertà di stampa.

Il passaggio all’attività politica era avvenuto nel 2009 quando era stato eletto europarlamentare nelle fila del Partito democratico; dopo un secondo mandato nel 2014, durante il quale era stato vicepresidente dell’Europarlamento, con il terzo nel 2019 aveva ottenuto la presidenza. Il suo impegno in Europa è stato volto soprattutto a riavvicinare le istituzioni europee alle persone e ai cittadini, con la consapevolezza dell’importanza di uno sviluppo accompagnato dalla protezione sociale e della necessità di rispondere al richiamo delle giovani generazioni soprattutto riguardo alla crisi ambientale. E questi erano stati infatti i temi toccati programmaticamente nel suo discorso di insediamento in veste di presidente, insieme all’urgenza di rivedere gli accordi di Dublino e di recuperare lo spirito di Ventotene e dei Padri fondatori dell’Europa: «L’Unione europea non è un incidente della Storia […] Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia».

 

Immagine: David Sassoli (3 luglio 2019).  Crediti: Creative Commons license CC-BY-4.0 and must be credited: "CC-BY-4.0: © European Union 2019 – Source: EP". (creativecommons.org/licenses/by/4.0/), attraverso www.flickr.com

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