18 luglio 2020

La distanza tra Trump e Biden sul cambiamento climatico

 

Se c’è un ambito programmatico sul quale si misura la distanza tra Donald Trump e Joe Biden, questo è il cambiamento climatico. Non è un terreno minore, e non c’è bisogno di spiegarne il perché. Quel che vale la pena sottolineare è l’importanza che riveste per entrambe le campagne presidenziali, il suo peso politico elettorale. Per Joe Biden si tratta di conquistare pezzi di elettorato che non sono necessariamente entusiasti della sua candidatura. Per Trump, di descrivere i piani di Biden come un freno allo sviluppo economico e alla crescita dell’occupazione e di promuovere una deregulation sul terreno normativo. Nei giorni scorsi entrambi i candidati hanno tenuto discorsi in materia, vediamo cosa hanno detto e poi occupiamoci della politica.

 

Joe Biden ha posto grande enfasi sulla questione climatica e l’ha collegata alla possibilità di creare lavoro investendo nella transizione energetica e nello sviluppo dell’auto elettrica, nell’adeguamento delle infrastrutture, nell’efficientamento energetico di milioni di edifici. Un piano non radicale che ha però raccolto commenti positivi anche da parti del mondo ambientalista e dall’ala sinistra del partito. Il punto importante del discorso di Biden è l’accento messo sull’occupazione: «Quando penso al cambiamento climatico, la parola che mi viene in mente è ‘lavoro’, posti di lavoro sindacalizzati e ben pagati che metteranno al lavoro operai americani, che renderanno l’aria più pulita per far respirare meglio i nostri figli, che ripristineranno le nostre strade, ponti e porti fatiscenti». Parlare di posti di lavoro sindacalizzati, in America, non vuol dire essere a favore del conflitto sindacale ma evocare quei lavori di fabbrica dove il sindacato – che gestisce pensioni e piani sanitari – garantisce un tenore di vita e di sicurezza economica che in certe aree industriali del Paese è un ricordo degli anni Ottanta. Si tratta delle stesse aree che nel 2016 hanno votato Trump a sorpresa anche perché prometteva il ritorno delle fabbriche.

Biden ha collegato il tema ambientale alla questione delle minoranze che in queste settimane anima la politica USA, garantendo che gli investimenti arriveranno anche nelle aree meno ricche e dove vivono le minoranze. Si tratta di un passaggio importante perché, ricordiamolo, i quartieri e le città dove vivono i neri sono spesso quelli dove l’amianto non è stato eliminato, dove l’inquinamento dell’aria è più alto e dove, come a Flint, Michigan, l’acqua è inquinata dal piombo.

Alla stesura del piano di Biden, che assorbe alcune idee dal Green New Deal ma non fa suo il piano radicale presentato da Alexandria Ocasio-Cortez assieme a una ventina di rappresentanti, hanno preso parte pezzi dell’ambientalismo legati al governatore dello Stato di Washington Inslee, che ha corso alle primarie con un programma clima-centrico.

La reazione della sinistra sandersiana a questo piano appare positiva. In un comunicato il Sunrise movement, campagna che mobilita i giovani e spiega che occuparsi di ambiente è un modo per affrontare anche le diseguaglianze, segnala come «sebbene ci sia ancora da fare, questo piano mostra quanto i movimenti siano importanti e che organizzandosi si ottengono risultati e si cambia anche il modo di pensare dell’opinione pubblica». Il commento sottolinea insomma il ruolo avuto dalla sinistra per far cambiare idea a Biden.

Saikat Chakrabarti, ex capo dello staff di Ocasio-Cortez e una delle menti e degli strateghi della sinistra-sinistra USA, commenta positivamente ma mette in guardia: «A Washington pensano che basti scrivere una legge, ma se questo è un progetto va seguito dall’inizio alla fine, servono traguardi stabiliti, figure pubbliche responsabili e un monitoraggio e una mobilitazione costante da parte nostra». La sinistra insomma passa all’incasso, ma con cautela.

 

Il discorso di Trump in materia è agli antipodi di quello di Biden. Negli anni in cui è stato presidente, il costruttore di New York è uscito dai trattati di Parigi, ha smantellato o ridimensionato le agenzie che si occupano di ambiente, eliminato una serie di aree protette. A fine settembre 2019 le leggi e regolamenti in materia ambientale rivisti o aboliti erano 85, la stragrande maggioranza dei quali cancellati con atti amministrativi o ordini presidenziali e nessun voto in Congresso. Trump ha spiegato che il piano Biden colpirebbe a morte il comparto energetico (ovvero quello di gas e petrolio). Del resto, il presidente ha spesso chiamato il cambiamento climatico «una bufala» e nel suo discorso ha parlato del progetto di rivedere la qualità energetica degli edifici come di un piano che prevede edifici «praticamente senza finestre».

Infine, il presidente ha annunciato «una vera svolta storica», ovvero la revisione del National Environmental Policy Act del 1969, che richiede che in caso di lavori infrastrutturali o di altro tipo il governo federale debba fare una valutazione dell’impatto ambientale e consultare le comunità coinvolte. «Insieme, stiamo recuperando l’orgogliosa eredità dell’America, quella di una nazione di costruttori» ha detto Trump.

 

Una parte del discorso di Trump è chiaramente rivolta a quel fronte di imprese e gruppi spaventati da regole stringenti sull’ambiente. Molti di questi erano già furiosi con Obama e con il suo moderato ambientalismo. L’altra parte del discorso, quella che spiega che senza regole (e non con quelle che i democratici imporrebbero) si crea lavoro, è rivolta esattamente alle stesse persone a cui si rivolge il democratico. In una fase di crisi ‒ questa è la scommessa del presidente ‒ è meglio dare certezze con ricette note che non lasciar immaginare un futuro ignoto. È la scommessa che Trump fa su tutto: dalla questione razziale, all’economia. Biden scommette invece di tenere assieme la spinta ambientalista dei giovani tiepidi nei suoi confronti e gli operai di cui si è detto. Non una scommessa facile da vincere. Come neppure quella di Trump.

 

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Immagine: La Marcia per il clima del 2014, New York, Stati Uniti (21 settembre 2014). Crediti: andyparker72 / Shutterstock.com

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