13 aprile 2021

Ecuador, vittoria a sorpresa del conservatore Guillermo Lasso

Guillermo Lasso ha battuto nel ballottaggio di domenica 11 aprile il socialista Andrés Arauz, ottenendo il 52,48% dei voti. Lasso è un conservatore liberista, a capo del CREO (Movimiento Creando Oportunidades), da lui stesso fondato nel 2012. Legato al mondo della finanza e delle banche, Lasso si propone di ridurre il ruolo dello Stato e di favorire gli investimenti stranieri; al momento della vittoria, ha dichiarato che la sua presidenza inaugurerà un «nuovo corso molto diverso da quello degli ultimi quattordici anni in Ecuador». Eppure secondo molti osservatori, il suo orientamento generale non sarà del tutto diverso da quello del presidente uscente Lenín Moreno. Presidente dal 2017 al 2021, Moreno nonostante fosse stato sostenuto alle elezioni dallo stesso partito progressista, Alianza PAIS (Patria Altiva i Soberana), fondato da Rafael Correa, presidente dal 2007 al 2017 con una forte impronta di sinistra, aveva portato avanti durante il suo mandato una politica economica liberista in accordo con le direttive del Fondo monetario internazionale (FMI) e da un punto di vista geopolitico si era avvicinato decisamente agli Stati Uniti. L’attuale svolta a destra dell’Ecuador, sancita dalle elezioni dell’11 aprile, sarebbe secondo questa lettura solo apparente, in quanto si passerebbe da un presidente di sinistra che fa una politica tradizionalmente considerata di destra a un presidente di destra che fa una politica di destra.

Guillermo Lasso ha partecipato per tre volte consecutive alle elezioni presidenziali: nel 2013 aveva perso contro il progressista Rafael Correa e nel 2017 contro Lenín Moreno che, benché eletto come erede di Correa di cui era stato anche vicepresidente dal 2006 al 2013, aveva avuto forti contrasti con il suo predecessore, quando aveva impresso una forte svolta in senso liberista alla politica ecuadoriana. Lasso in qualche modo sembra oggi quasi porsi in continuità rispetto alle scelte del suo avversario nel 2017; Andrés Arauz si era invece proposto durante la campagna elettorale come autentico erede di Correa, in sostanziale polemica con Lenín Moreno. Un’immagine e un legame che sembrano non averlo favorito; temuto dai conservatori, Arauz non è stato amato neanche dai partiti di sinistra avversari di Alianza Pais. La sua sconfitta è stata comunque una sorpresa essendo considerato favorito, proprio perché sulla base dei risultati del primo turno sembrava che la sinistra potesse rappresentare la maggioranza del Paese. Al primo turno, infatti, a cui avevano partecipato sedici candidati, Andrés Arauz, aveva ottenuto il 32,7 % dei voti a fronte del 19,7% ottenuto da Guillermo Lasso. Con uno scarto di soltanto trentamila voti, con il 19,4%, al terzo posto c’era la vera sorpresa delle elezioni, Yaku Pérez, candidato del Movimento di unità plurinazionale Pachakútik, di orientamento ecologista e sostenuto dai popoli originari del Paese. Inoltre anche il quarto classificato apparteneva all’area progressista: si tratta di Xavier Hervas, candidato del partito Sinistra democratica, che aveva ottenuto il 16% dei voti. In sostanza Arauz non è riuscito nel suo intento di raccogliere i voti di tutta la sinistra, forse anche perché il nome di Correa a cui è stato inevitabilmente accostato non era considerato vicino ad alcune istanze, ad esempio quella ambientale e indigenista. Inoltre si tratta comunque di un leader che vive all’estero ed è stato condannato in patria per corruzione, con accuse che ha sempre respinto ma che possono aver condizionato l’opinione pubblica.

Lasso si trova di fronte un Paese in difficoltà, per la pandemia e per le sue conseguenze economiche; il suo partito inoltre si trova in netta minoranza in Parlamento. Durante la campagna elettorale ha promesso 2 milioni di posti di lavoro e un rilancio dell’agricoltura basato sul credito a basso tasso. Il Paese ha creduto alla prospettiva di un rilancio economico e a quella, che pur nelle sue contraddizioni, si presenta come una istanza di cambiamento.

 

Immagine: Guillermo Lasso (9 marzo 2015). Crediti: Asamblea Nacional del Ecuador [Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)], attraverso www.flickr.com

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