27 settembre 2022

Elezioni politiche. Vittoria del centrodestra e prime reazioni

I risultati delle elezioni del 25 settembre rispettano sostanzialmente le previsioni ed esprimono un risultato chiaro: la vittoria della coalizione di centrodestra è stata netta sia alla Camera sia al Senato e si sono create le condizioni perché la XIX legislatura sia caratterizzata dalla presenza di un governo stabile e duraturo che secondo molti osservatori potrebbe essere guidato da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. La vittoria del centrodestra coincide con un forte calo dell’affluenza alle urne, per la prima volta nella storia repubblicana, scesa sotto la soglia del 70%. Ha votato infatti soltanto il 63,91% degli aventi diritto con una netta diminuzione dei partecipanti rispetto all’affluenza del 73% registrata il 4 marzo 2018. La partecipazione al voto è diminuita soprattutto nelle regioni meridionali, mentre la maggiore affluenza è stata registrata in Emilia Romagna, in Veneto e Lombardia.

Questi dati inducono a pensare che vada approfondendosi un forte distacco dei cittadini rispetto alla politica, anche se potrebbero essere in parte influenzati dall’insolita collocazione a settembre che ha costretto i partiti a condurre una parte importante della campagna elettorale in piena estate. La legislatura appena avviata rappresenta anche un’occasione per valutare il sistema elettorale che è stato adottato, che attraverso il peso della componente uninominale ha favorito un risultato chiaro. Il centrodestra, nettamente vincitore con circa il 44 % dei voti, conquista circa il 58% dei seggi sia alla Camera sia al Senato, grazie a una netta prevalenza nei collegi uninominali. Alla Camera dei deputati il centrodestra ottiene il 43,79% dei voti (Fratelli d’Italia 25,99%, Lega 8,7%, Forza Italia 8,11% e Noi moderati 0,91%). Complessivamente la maggioranza può contare su 235 seggi su 400, con 114 seggi ottenuti con il proporzionale e 121 seggi con l’uninominale. I seggi saranno così distribuiti fra i partiti della coalizione: Fratelli d’Italia 118, Lega 65, Forza Italia 45, Noi moderati 7.

La coalizione di centrosinistra ha ottenuto invece il 26,13 % dei voti (PD 19,07 %, Alleanza Verdi Sinistra italiana 3,63%, +Europa 2,83 %, Impegno civico 0,6%; i seggi saranno in tutto 80, 68 ottenuti con il metodo proporzionale e 12 con l’uninominale. +Europa e Impegno civico non hanno superato la soglia di sbarramento del 3% quindi non ottengono seggi con il proporzionale; +Europa ne ottiene 2 affermandosi con suoi candidati nell’uninominale. Il Movimento 5 stelle si attesta come terza forza politica del Paese, con un forte calo rispetto ai risultati del 2018, ma con una ripresa molto significativa rispetto ai sondaggi delle settimane precedenti al voto; con il 15,43% dei voti porterà alla Camera 51 deputati, di cui 10 ottenuti con l’uninominale. Ad Azione-Italia viva, andranno invece 21 seggi, tutti ottenuti con il proporzionale; un risultato forse al di sotto delle ambizioni ma frutto anche della scelta di una corsa solitaria che Carlo Calenda e Matteo Renzi hanno ritenuto più ricca di sviluppi. Le altre formazioni politiche, da Italexit di Gianluigi Paragone all’Unione popolare di Luigi de Magistris sono rimaste lontane dalla soglia del 3%. Tre seggi andranno invece alla Südtiroler Volkspartei (1 nel proporzionale e 2 nell’uninominale), 1 a De Luca sindaco d’Italia (nell’uninominale), 1 per Vallée D’Aoste (nell’uninominale). A questi si aggiungono gli 8 deputati eletti all’estero: 4 per il PD, 2 per la Lega e uno ciascuno per MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) e Movimento 5 stelle.

Al Senato il centrodestra ottiene il 44,02 % dei voti e il 115 seggi (Fratelli d’Italia 66, Lega 29, Forza Italia 18, Noi moderati 2), mentre il centrosinistra si ferma a 42, il Movimento 5 stelle ne ottiene 28, Azione-Italia viva 9.  Anche in questo caso il peso dei collegi uninominali determina l’esistenza di una maggioranza chiara e favorisce la coalizione vincitrice.

 

La vittoria del centrodestra apre una fase politica nuova. La scelta spetta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma molti osservatori prevedono che l’incarico di formare il nuovo governo verrà affidato a Giorgia Meloni, in considerazione non solo della vittoria della coalizione ma anche del risultato del suo partito che ha preso più voti della somma dei suoi alleati. I risultati elettorali italiani hanno avuto una forte eco all’estero, dove sono stati accolti in alcuni casi con sorpresa o allarme. L’opinione pubblica internazionale è naturalmente attenta a comprendere soprattutto quali saranno gli orientamenti in politica estera nel contesto di una situazione globale complessa: i segnali che la coalizione ha mandato finora lasciano comunque intendere una sostanziale continuità per quanto riguarda la collocazione internazionale e le scelte fondamentali dell’Italia.

 

Immagine: Giorgia Meloni (settembre 2021). Crediti: MikeDotta / Shutterstock.com