28 aprile 2021

Emergenza Covid in India: oltre 300.000 nuovi casi al giorno

L’emergenza sanitaria in India sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti; il Paese sta diventando il vero epicentro della pandemia a livello globale. Per sette giorni consecutivi i nuovi casi sono stati più di 300.000; nelle ultime 24 ore, secondo i dati del 28 aprile, sono stati registrati 360.960 nuovi contagi, la cifra più alta mai raggiunta. Nelle stesse ore, si sono verificati a causa del Covid-19 3.293 decessi, un dato impressionante, che però potrebbero essere inferiore alla realtà.

In generale, uno dei problemi della crisi sanitaria indiana risiede nella difficoltà di ottenere un corretto monitoraggio della situazione; secondo molti osservatori, i dati ufficiali che parlano di 17.997.267 casi totali e di 201.187 decessi potrebbero essere molto lontani dall’effettiva situazione. Preoccupano soprattutto la tendenza all’incremento, che potrebbe trovare il suo picco soltanto a metà maggio, la virulenza della cosiddetta variante indiana e il collasso del sistema sanitario, privo degli strumenti necessari ad arginare la pandemia. Mancano i posti letto, l’ossigeno, i dispositivi di protezione. Fino a due mesi fa, l’India sembrava in grado di contenere la pandemia; con il vertiginoso aumento dei contagi delle ultime settimane, alcuni ospedali rischiano di restare senza i farmaci necessari e alcuni pazienti sono morti a causa della carenza di ossigeno. In questo contesto, si stanno diffondendo le cremazioni di massa, organizzate dalle stesse famiglie dei defunti.

La crisi ha provocato una forte ondata di critiche verso il governo di Narendra Modi e il suo modo di fronteggiare la pandemia, con una sottovalutazione del pericolo e un eccesso di ottimismo; il governo a sua volta ha chiesto a Twitter la rimozione di alcuni post accusati di incrementare il panico. Secondo le opposizioni, si sarebbe trattato di una vera e propria censura e di un tentativo di occultare le responsabilità del governo. In tutto Twitter ha eliminato 52 tweet, alcuni postati da politici dell’opposizione, altri da artisti e personaggi dello spettacolo. Tra le responsabilità che vengono attribuite al governo c’è anche quella di aver consentito nei mesi scorsi alcune grandi manifestazioni di massa, sia di tipo religioso sia di tipo elettorale, e aver in alcuni casi addirittura favorito la partecipazione.

Il grande focolaio indiano desta preoccupazione nell’opinione pubblica internazionale; non si tratta soltanto di solidarietà umana ma anche dell’allarme per la possibile diffusione globale della variante indiana, che appare particolarmente insidiosa. La macchina degli aiuti sta iniziando a muoversi. Il Regno Unito ha mandato ventilatori e concentratori di ossigeno. Gli Stati Uniti si sono impegnati a fornire aiuti di emergenza, anche per consolidare un rapporto che riveste un’importanza strategica e contrastare l’influenza ancora forte della Russia, che ha promesso il suo sostegno. Sembra che Modi abbia chiesto a Biden una diversa gestione della proprietà intellettuale del vaccino, in modo da favorire un incremento della produzione globale e una vaccinazione rapida e di massa anche in India. La campagna di vaccinazione è stata avviata e in India sono state somministrate 142.524.947 dosi ma per arginare la pandemia con una popolazione così vasta sarebbe necessario imprimere subito una forte accelerazione. 

 

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Immagine: Congiunti di una vittima di Covid-19 con indosso dispositivi di protezione individuale durante una cremazione di massa, Nuova Delhi, India (21 aprile 2021). Crediti: Exposure Visuals / Shutterstock.com

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