14 luglio 2022

Grave crisi istituzionale in Sri Lanka

Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa ha abbandonato il Paese e si è rifugiato alle Maldive, probabilmente in via provvisoria. I suoi poteri sono stati trasferiti al primo ministro Ranil Wickremesinghe, come prevede la Costituzione in caso di assenza del presidente. Non sono però cessate le proteste popolari e nella mattinata di mercoledì 13 luglio numerosi manifestanti sono scesi in piazza nella capitale Colombo e hanno assalito la residenza del primo ministro, poi la televisione di Stato e infine l’ufficio di Ranil Wickremesinghe. Dopo violenti scontri con le forze dell’ordine, i manifestanti hanno preso possesso dell’edificio, in modo analogo a quanto era successo sabato 9 luglio, quando c’era stata un’irruzione di massa nel palazzo presidenziale. Ranil Wickremesinghe ha parlato di un pericolo fascista che minaccia la democrazia e ha invitato i militari a ristabilire l’ordine nel Paese, decretando lo stato d’assedio. Le proteste sono scaturite dalla difficile situazione economica in cui vive la maggior parte della popolazione. Le opposizioni accusano il presidente Gotabaya Rajapaksa di incapacità nell’affrontare la crisi economica e di corruzione e nepotismo.

La sua famiglia ha svolto un ruolo fondamentale nella vita politica del Paese negli ultimi decenni: suo fratello, Mahinda Rajapaksa, è stato a sua volta presidente dal 2005 al 2015 e ha poi guidato in più occasioni il governo, l’ultima volta dal 2019 fino a maggio 2022. Basil Rajapaksa, un altro fratello del presidente, è stato ministro dello Sviluppo economico e delle Finanze, e si è dovuto difendere da diverse accuse per corruzione. Nel tempo, la popolarità di questa famiglia, ha subito un netto calo, in concomitanza con il precipitare della crisi economica.

Ma i problemi non sono solo interni; lo Sri Lanka fin dall’indipendenza deve fare i conti con i suoi due potenti vicini, l’India e la Cina. Secondo i movimenti di opposizione, il rapporto con la Cina è stato impostato negli ultimi anni in modo subalterno attraverso l’adesione alla cosiddetta Nuova Via della Seta, cioè la Belt and Road Initiative (BRI). Pechino, all’interno di quell’ambizioso progetto, aveva bisogno di uno scalo nell’Oceano Indiano e lo Sri Lanka era nella giusta posizione. Attraverso un gioco di prestiti non rimborsati, alla fine il nuovo porto di Hambantota, nel Sud dell’isola, costruito in larga parte con fondi cinesi, è stato affidato alla gestione della China Merchants Port Holdings Company (CMPort), in un quadro che ha suscitato molte polemiche. Adesso il nodo dei rapporti con Pechino sta venendo al pettine; l’India pensa di poter riconquistare un ruolo importante nella vita del Paese, che si era molto avvicinato invece alla Cina dopo la fine della guerra civile innescata dalle istanze separatiste delle Tigri Tamil (1983-2009).

La Cina si era proposta come partner ideale per il rilancio dell’economia di un Paese pacificato. Negli ultimi anni il quadro è cambiato: la pandemia ha influito molto negativamente sul settore turistico e l’agricoltura è entrata in crisi, secondo molti analisti, anche per una conversione al biologico, troppo brusca e mal gestita. Con il calo della produzione di riso e di tè e l’aumento dei prezzi si è sviluppata una vera e propria crisi alimentare, su cui incidono anche le conseguenze della guerra in Ucraina. L’attuale crisi scaturisce quindi soprattutto dalle difficoltà di larghe masse della popolazione di trovare risposta ai propri bisogni primari, di cibo innanzitutto, e la rivolta popolare quindi non sembra avere una forte connessione con le istanze di tipo nazionalista che innescarono la guerra civile. In questo clima di incertezza, è difficile comprendere come possa evolvere la situazione nelle prossime settimane, ma questa crisi sociale e istituzionale dello Sri Lanka avrà comunque ripercussioni anche a livello geopolitico.

 

Immagine: Migliaia di manifestanti prendono d’assalto il palazzo presidenziale per la crisi economica del Paese, Colombo, Sri Lanka (9 luglio 2022). Crediti: l’immagine è un fotogramma tratto dal video Sri Lanka protests see thousands storm president’s palace and swim in pool (www.youtube.com)