22 luglio 2021

Grave inondazione nella Cina centrale, cresce il bilancio delle vittime

Un’ondata di piogge senza precedenti ha colpito da sabato 17 a mercoledì 21 luglio la provincia di Henan nella Cina centrale, provocando una grave inondazione; il bilancio provvisorio è di 25 vittime e di 300.000 persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. L’esondazione del Fiume Giallo ha avuto conseguenze particolarmente gravi nel capoluogo della provincia Zhengzhou dove la metropolitana è stata invasa dall’acqua. Dodici passeggeri sono morti annegati e centinaia sono stati a lungo intrappolati senza riuscire a tornare all’aperto. La città è rimasta senza energia elettrica e si teme per la sorte dei numerosi dispersi. Le precipitazioni che hanno colpito quest’area della Cina sono state classificate dagli esperti come le più violente degli ultimi mille anni e ulteriori pericoli si affacciano poiché alcune dighe potrebbero cedere. Il presidente cinese Xi Jinping ha definito le inondazioni come estremamente gravi e ha chiesto alla popolazione di attivarsi per la salvaguardia delle persone e delle loro proprietà; l’impressione generale è che l’emergenza durerà ancora a lungo.

Secondo il parere degli esperti, i fattori che contribuiscono al diffondersi delle inondazioni sono molteplici: un ruolo importante lo gioca il riscaldamento dell’atmosfera che aumenta la probabilità che si verifichino precipitazioni anomale. Dopo le alluvioni nel Nord Europa che hanno causato 183 vittime, seguite dopo pochi giorni da questa nuova calamità che ha colpito la Cina centrale, emerge la necessità che a livello globale si affrontino come priorità le questioni ambientali, per prevenire il ripetersi di episodi analoghi e danni irreversibili al nostro pianeta. Altre riflessioni si mostrano comunque necessarie; benché le inondazioni siano frequenti in Cina in questo periodo dell’anno, la loro straordinaria violenza è stata aggravata, secondo molti esperti, dalla eccessiva diffusione di infrastrutture e dighe, che ha stravolto negli ultimi decenni l’assetto naturale della rete fluviale. Anche in Germania, dove il bilancio provvisorio è di 156 vittime, oltre a cause strutturali dovute al cambiamento climatico, a incrementare il drammatico bilancio, secondo alcuni climatologi, hanno contribuito anche la risposta all’emergenza troppo lenta da parte delle autorità locali e un certo scetticismo della popolazione, che ha spesso sottovalutato l’allarme. Anche in questa direzione, occorre una riflessione pubblica. Ci si interroga se a fronte di questi accadimenti così drammatici, la politica saprà mettere al centro le reali esigenze del presente e soprattutto la possibilità di costruire un futuro diverso.

 

Immagine: Inondazione in Cina (24 luglio 2009). Crediti: Brandon [Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)], attraverso www.flickr.com

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